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Un convegno sulla previdenza - Dopo aver messo a segno dei goal importanti per quel che concerne la riforma del sistema previdenziale, la Cassa dei ragionieri ha dato appuntamento a domani, 19 settembre, per un convegno dal titolo “Riforma della Cassa previdenza ragionieri”. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 9 presso la sede dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Lucca. "La Cassa Ragionieri ha recentemente approvato le modifiche alla propria riforma previdenziale. I provvedimenti, concordati con i Ministeri vigilanti nel corso di questi mesi, hanno l'obiettivo di tutelare la sostenibilità del fondo e di consentire un futuro più sereno ai nostri iscritti", ha esordito il numero uno dell’istituto di previdenza, Paolo Saltarelli. Nel corso dell’evento prenderà inoltre la parola anche Sandro Sgalippa, consigliere di amministrazione dell'ente previdenziale.
L’approvazione delle modifiche - Nelle scorse settimane la categoria ha assistito a un evidente passo in avanti compiuto da una delle due Casse di previdenza, quella appunto alla quale fanno riferimento i ragionieri commercialisti. Il Comitato dei delegati dell’istituto aveva dato la propria approvazione con ampia maggioranza alle modifiche ai dello Statuto e del Regolamento della previdenza, che di fatto costituiscono il fulcro della riforma del sistema pensionistico della Cassa. Le variazioni, date dopo un approfondito confronto con i Ministeri vigilanti, aprono la strada alla nuova era della previdenza di categoria. "Il nostro istituto - ha spiegato Saltarelli annunciando l’evento di domani - è al fianco dei giovani con misure di supporto per le nuove generazioni iscritte all'Ente, in un'ottica di interventi che vanno oltre le consuete prestazioni previdenziali nel campo dei trattamenti assistenziali e della tutela sanitaria integrativa. L'ente si è reso disponibile ad erogare prestiti d'onore a favore degli iscritti e dei tirocinanti pre-iscritti, incentivando l’avvio della professione o contribuendo allo svolgimento di corsi di formazione. Potrà erogare somme a favore di quegli associati che hanno tra i propri collaboratori tirocinanti pre-iscritti all’Istituto, che saranno destinate al pagamento delle quote di preiscrizione dei tirocinanti e per la quota a carico del tirocinante per le polizze assicurative e sanitarie previste dalla Cassa". In sostanza, con le modifiche approvate nei primi giorni di settembre, il sistema pensionistico dell’istituto di previdenza è stato adeguato alla Riforma delle Pensioni redatta dall’ex capo del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali, il ministro Elsa Fornero.
Alcune novità – Dunque, tra le novità che andrebbero a confluire nel nuovo sistema pensionistico della componente ragionieri ve ne sono alcune che riguardano l’età pensionabile. Nello specifico, per gli iscritti nati dal 1° gennaio 1963 in poi, l’età pensionabile passa a 68 anni di età con il requisito di avere almeno 40 anni di contributi contro i precedenti 58 anni di età e 37 anni di contributi. Inoltre, dallo scorso primo gennaio 2013 è stata soppressa la pensione di anzianità, che però è stata prontamente sostituita dalla pensione di vecchiaia anticipata. Il calcolo di quest’ultima verrà effettuato col solo metodo contributivo e sarà riconosciuta a quei ragionieri commercialisti che abbiano raggiunto l’età anagrafica di 63 anni e quella contributiva di 20 anni. Ulteriore intervento della riforma si riferisce all’aumento del contributo soggettivo; questo già dall’anno in corso ha subito una maggiorazione che lo ha portato dall’8% al 10%, ma fino al 2018 aumenterà in misura graduale per raggiungere la quota percentuale di 18 punti. A tale sintesi delle novità introdotte dalla riforma previdenziale possiamo aggiungere, in via riassuntiva, le ulteriori modifiche che vanno dall’aumento dell’aliquota del soggettivo e del massimale sul reddito alla maggiorazione soggettiva supplementare e utilizzo del fondo assistenza, dalla riduzione del minimo dell’integrativo alla rimodulazione delle fasce di rivalutazione delle quote reddituali, dalla reintroduzione del famigerato contributo di solidarietà alla contrazione di equilibrio della quota A e infine all’attribuzione di parte del maggior rendimento rispetto alla media mobile del PIL.