20 dicembre 2011

Colpo d’occhio sulle professioni

Marina Calderone, presidente del Cup, pone dei punti riflessione in merito a delle questioni particolari che hanno caratterizzato il dibattito sulle professioni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il focus della Calderone - Una riflessione ad ampio raggio è quella avanzata da Marina Calderone, presidente del Cup, nonché leader dei Consulenti del Lavoro. Tra le tematiche affrontate, la Calderone si è focalizzata in particolare sulle società tra professionisti, sulla riforma dei Consigli di disciplina, sul nuovo tariffario professionale e sulla formazione della sua doppia accezione di studio e apprendistato. Il presidente del Cup non ha criticato duramente le scelte di Governo, ma si è limitata a tracciarne le debolezze per quel che concerne le questioni esposte.

Società tra professionisti – La questione sulle società professionali, ai tempi dell’approvazione della legge di stabilità, aveva riscaldato gli animi scontenti di non poche categorie professionali. "L'assenza di indicazioni precise in merito all'apporto dei soci di capitale rischia di vanificare lo scopo che la norma si propone di raggiungere, estromettendo dal mercato del lavoro proprio i giovani professionisti, coloro i quali avrebbero maggiore necessità di tutela e di sostegno”, spiega Marina Calderone. Ma cosa stabiliva la legge? Nello specifico, essa disponeva la possibilità di formare società svolgenti attività professionali nel rispetto dei regolamenti del sistema ordinistico, alla luce dei modelli societari disciplinati dai titoli V e VI del libro V del codice civile. Dunque, potevano esser definite società tra professionisti quelle nel cui atto costitutivo si stabiliva che l’esercizio dell’attività professionale potesse essere svolto solo dai soci professionisti e che, pur essendo possibile l’estensione della carica di socio a soggetti non professionisti, questi ultimi sarebbero stati esclusi dallo svolgimento dell’attività. In merito, la Calderone si è espressa dubbiosa. “Alcuni passaggi poco chiari potranno poi essere risolti con modifiche alla norma da attuare ancor prima dell'entrata in vigore della stessa – ha affermato il presidente del Cup - con il dialogo costruttivo che gli Ordini attendono dal governo, certi di poter contribuire in tal modo alla corretta regolamentazione di una materia così delicata e controversa”.

Tariffe professionali - E sulla legge di stabilità non è finita qui. In effetti, il leader dei Consulenti del Lavoro ha anche posto in analisi la questione inerente il nuovo assetto del compenso professionale. Nello specifico, la normativa stabiliva la soppressione del tariffario minimo. “Il 2012 sarà l'anno in cui si deciderà che il compenso professionale venga pattuito per iscritto al momento del conferimento dell'incarico – ha dichiarato il presidente del Cup - Un'altra funzione rilevante assegnata agli Ordini - spiega - sarà quella di definire e negoziare le condizioni generali delle polizze di responsabilità civile, vista l'obbligatorietà della stipula, da parte del professionista, di apposita assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale”.

Consigli di disciplina - Come si è visto, anche sul riordino dei Consigli di disciplina Marina Calderone afferma di avere le idee chiare annunciando una possibile problematicità del settore qualora non si decida di virare alla volta di una sana riforma. “Si rischia la paralisi di uno strumento che va riformato, ma che non può essere reso inoperante – ha spiegato il capo dei Consulenti del Lavoro - Sui giudizi disciplinari si è spesso incentrato il dibattito e il tema è stato usato dai detrattori degli Ordini per sostenere che gli Ordini di disciplina andassero modificati per render ancora più incisiva l'azione disciplinare nei confronti degli iscritti. Questo obiettivo non si potrà conseguire paralizzando il sistema e rendendo di fatto impunibili coloro i quali commettono delle infrazioni ai codici di disciplina”.

La formazione – Posto che un’ottima formazione rappresenta il volano di prestazioni professionali all’avanguardia ed esaustive per le esigenze dei clienti, Marina Calderone non ha tralasciato di commentare anche questo aspetto della sfera delle categorie professionali. “Uno dei temi più sentiti dal mondo delle professioni – ha evidenziato - è la formazione finalizzata a promuovere uno sviluppo professionale continuo e volta a garantire la qualità degli iscritti. I Consigli nazionali delle diverse categorie si impegnano a emanare un apposito regolamento e chi non dovesse rispettarlo andrà incontro a una validazione disciplinare”. Allo stesso tempo, per quel che concerne il praticantato, la Calderone lo ha definito alla stregua della forma più concreta di formazione professionale, pertanto tutelare tale esperienza del giovane professionista significa porre delle garanzie alla professione fin dal suo input originario “provvedendo alla competenza e indipendenza del professionista sin dall'ingresso nel mondo delle professioni”.

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