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La Direzione della Giustizia Tributaria del Dipartimento delle Finanze ha diffuso il rapporto periodico, relativo al trimestre gennaio-marzo 2012, con il quale si rendono noti i risultati del monitoraggio dei flussi in entrata dei ricorsi presentati e quelli in uscita dei ricorsi definiti del periodo di riferimento.
Diminuite le definizioni. Dal rapporto - che analizza il contenzioso attraverso analisi che prendono in considerazione l'ente impositore, la natura del contribuente e il valore della controversia, confrontando i dati con quelli relativi all’analogo periodo dell’anno precedente - emerge che nel primo trimestre 2012 il flusso dei ricorsi presentati risulta superiore al numero dei ricorsi definiti in entrambi i gradi di giudizio con un incremento della giacenza, rispetto all’inizio dell’anno, dell’1,30% nelle CTP e dello 0,30% nelle CTR.
Uffici più litigiosi. Dal documento si apprende anche che l’incidenza dei ricorsi presentati in primo grado di giudizio contro l’Agenzia delle Entrate (59,41%) registra un incremento rispetto allo stesso periodo del 2011 (56,62%), ma risulta inferiore (64,30%) a quella registrata nel primo trimestre del 2010. In sede di giudizio d’appello, l’incidenza dei ricorsi che vedono coinvolto l’Ente impositore (73,33%) evidenzia un aumento rispetto allo stesso periodo del 2011 (66,00%) e del 2010 (67,88%). In linea generale, gli Uffici impositori ricorrono nel secondo grado di giudizio in misura maggiore rispetto ai contribuenti: l’incidenza degli appelli presentati dagli Uffici nel primo trimestre degli anni 2010, 2011 e 2012 presenta un trend in crescita, che registra rispettivamente il 50,07%, il 52,24% e il 56,38%.
Imposte più contestate. Tra le imposte oggetto delle controversie, l’IRPEF è la più frequente, presente da sola o in combinazione con altre imposte, nel 25,07% dei ricorsi in primo grado e nel 26,96% degli appelli. Le altre principali imposte oggetto del contenzioso presso le CTP, da sole o in combinazione, sono l’IRAP, presente nel 15,09% dei ricorsi, e l’ICI, oggetto del 14,30% dei ricorsi. Presso le CTR, le altre principali imposte oggetto del contenzioso, da sole o in combinazione con altre imposte, risultano essere l’IVA (24,80%) e l’IRAP (20,73%).
Le cifre. Il valore complessivo delle cause instaurate presso le CTP ammonta a circa 8 miliardi di euro; ammonta a circa 3,6 miliardi di euro presso le CTR. Nel primo grado di giudizio i ricorsi sono attivati per valori mediamente inferiori agli appelli. Infatti, presso le CTP i ricorsi per valori entro i 20.000 euro rappresentano il 76,06%, mentre il 43,96% risultano essere inferiori a 2.582,28 euro. Nel secondo grado, invece, i ricorsi presentati per valori entro i 20.000 euro sono il 55,37% del totale mentre quelli di valore inferiore a 2.582,28 euro costituiscono il 26,99% del totale.
Sospensive. Le istanze di sospensione decise presso le CTP sono 15.946 (di cui il 74,35% entro il termine di 180 gg), per un valore complessivo di poco inferiore a 2 miliardi di euro. I relativi esiti registrano un sostanziale equilibrio tra le istanze accolte (49,68%) e le istanze respinte (50,33%). Le istanze di sospensione decise, presso le CTR sono invece 385 (di cui il 78,96% entro il termine di 180 gg), per un valore complessivo di circa 110,3 milioni di euro.
Esiti. Infine, in ordine agli esiti dei ricorsi, si segnala che presso le CTP le sentenze favorevoli al contribuente risultano pari al 34,95% dei ricorsi presentati, mentre per gli Uffici la percentuale di successo è pari al 39,83%; presso le CTR le sentenze favorevoli al contribuente risultano pari al 36,07% dei ricorsi presentati, mentre per gli Uffici la percentuale sale al 47,57%. La più alta percentuale di sentenze favorevoli all’ente impositore, si registra nelle cause che coinvolgono l’Agenzia delle Dogane, mentre la più alta percentuale di sentenze favorevoli al contribuente si registra nelle cause che coinvolgono l’Agenzia del Territorio.