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Gli avvisi - “Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto molte segnalazioni sull’invio a colleghi, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di comunicazioni preventive aventi per oggetto anomalie riscontrate sui dati dichiarati per gli studi di settore, oltre ad avvisi bonari per controlli su dichiarazioni e versamenti, richieste di documenti ex art. 36 ter DPR 600/73 e comunicazioni di anomalie riscontrate nei dati contenuti nei cosiddetti ‘elenchi clienti e fornitori’, la maggior parte riferiti agli anni 2011/2012”. Queste le parole con cui Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, ha illustrato lo scenario andatosi prospettando a pochi giorni dall’avvenuto invio da parte della medesima sigla sindacale di una lettera al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, a mezzo della quale si auspicava una migliore programmazione dell’attività di controllo.
Periodo difficile – In un contesto in cui non vi è stato nulla di certo, con scadenze serrate e ravvicinate e tour de force al cardiopalma, i giusti e doverosi controlli effettuati dall’Agenzia dovrebbero tener conto delle difficoltà incontrate dai commercialisti che hanno attraversato un periodo non florido. “Gli studi professionali non sono più in grado di affrontare altro surplus di lavoro, soprattutto se si considera che le annualità sottoposte a controllo non sono a rischio prescrizione”, sottolinea Cuchel riferendosi, tra le altre cose, anche alle indiscutibili problematiche legate proroghe dei modelli 730 e Unico, le cui deadline si sono sovrapposte al termine previsto per la trasmissione del modello 770 per il quale, al momento, non è previsto alcun rinvio. Tali oggettive difficoltà hanno messo a dura prova il rispetto puntuale e preciso delle richieste di controllo. E di ciò l’Agenzia deve tener conto.
Audit privacy – Detto questo, l’ANC sottolinea la necessità di siffatti controlli, ma ritiene opportuno programmarli in periodi meno pieni e caotici. Tant’è che proprio un altro punto sul quale la sigla sindacale si è soffermata riguarda l’audit sulla conformità alle disposizioni vigenti sulla privacy, richiesto dalle Direzioni Regionali delle Entrate proprio nel pieno dell’attività dichiarativa. Il controllo è giusto, ma a parere dell’ANC dovrebbe essere rimandato. Sul punto, la sigla ha infatti chiesto all’Agenzia “una maggiore attenzione della tempistica con la quale esercita i legittimi controlli, nell’intento di agevolare lo svolgimento degli stessi attraverso la serena e totale collaborazione dei professionisti”.