7 maggio 2015

Convegno Cndcec, tra abuso di diritto e cultura digitale

Autore: Daniela Lucia

Il Palacongressi di Rimini ha accolto ieri centinaia di iscritti all'Albo accorsi nella città romagnola per partecipare alla prima tavola rotonda del Convegno nazionale dal titolo "La revisione del sistema fiscale: evoluzione e prospettive del sistema tributario alla luce della delega fiscale".

Il punto del presidente - Dopo i saluti di Bruno Piccioni, presidente dell'Odcec Rimini, ha aperto il dibattito il numero uno della categoria, Gerardo Longobardi, illustrando i punti del confronto sia della giornata di ieri che delle tavole rotonde previste per oggi su "Il Collegio Sindacale nel sistema dei controlli: Funzioni di vigilanza nelle Società chiuse. Funzioni di vigilanza nelle Società quotate".

Longobardi ha esordito sottolineando che la categoria dei commercialisti non va intesa come mero insieme di intermediari di servizio, bensì come professione che fa delle proposte. "Senza dialogo non c'è intesa", ha dichiarato il leader dei commercialisti, aggiungendo che proprio per questo motivo la nuova mission del Cndcec risiede nelle attività di confronto e di dialogo. La categoria, ha affermato il presidente, offre quindi il proprio contributo "nel momento in cui si tiene la penna in mano e si traccia il perimetro delle riforme, non quando si prende la matita e si usa la gomma per cancellare o aggiungere precisazioni a norme già scritte". Uno dei punti su cui intervenire è l'art. 2477 del codice civile inerente all'organo di controllo e alla revisione nelle srl. "Da più parti se ne chiede la riscrittura. Ma cos'ha fatto finora il Legislatore?", si è chiesto Longobardi, rispondendo da sé che una riscrittura è quanto mai necessaria, a patto che non passi per l'abbassamento della soglia di legalità. L'intervento del numero uno della categoria non ha potuto non toccare il tasto delicato del 730 precompilato. "Noi siamo favorevoli al 730 precompilato. Ma c'è ancora quel sassolino nella scarpa che ci fa un pò male, cioè il fatto che sul visto di conformità infedele sia il professionista a dover sopportare le sanzioni". Proprio per superare questa impasse è necessario il confronto tra le parti in causa. "Se vogliamo semplificare, dobbiamo dialogare".

Gli interventi - Al presidente Longobardi ha fatto poi eco il condirettore generale di Assonime, Ivan Vacca, ponendo non pochi focus sulla certezza del diritto. "Nel discorso sulla delega fiscale, la questione di fondo è restituire la certezza al rapporto tributario. Spesso parliamo della certezza del diritto in maniera astratta, ma dobbiamo considerare che non si tratta dell'unico problema, ma di uno dei problemi". Il parere del dirigente Assonime è che questa norma debba finalmente permettere una netta distinzione tra ciò che è frode e ciò che non lo è, anche perché "il tentativo di schematizzare e difendere l'abuso trova i suoi limiti naturali". Il punto, a parere di Vacca, è che bisogna riuscire a distinguere l'evasione vera da quella interpretativa: alla prima bisogna far fronte con procedure penali, la seconda invece non può in alcun modo essere considerata di rilevanza penale.

Il tema della giornata è stato altresì discusso dal viceministro delle Finanze, Luigi Casero, e dal direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Rossela Orlandi, che hanno riflettuto sulla delega fiscale illustrandola dal punto di vista istituzionale.
Il provvedimento, ha chiarito il viceministro Casero, nasce da un'iniziativa parlamentare approvata con ampia maggioranza e che si pone degli specifici obiettivi, quali semplificazione, certezza, tecnologia, equità e abbasamento della pressione fiscale. "Il sistema è complesso. Non si riesce a scindere tra il contribuente che sbaglia e quello che froda, quindi bisogna semplificarlo per rendere efficace il rapporto" fisco/contribuenti. "Sul 730 precompilato, è necessario aspettare la fine dei tre anni di sperimentazione per capire se è un sistema valido. Sul punto, ci confronteremo ogni anno con le parti coinvolte. Questo strumento ci permetterà in futuro di recuperare gettito per abbassare la pressione fiscale". Sul tema della semplificazione, Casero ha ripreso lo studio dell'Odcec di Milano in merito al carico di lavoro dei commercialisti, auspicando la possibilità di poter indire un tavolo tecnico con le parti coinvolte (es. Confindustria e Cndcec) per poter ridurre del 30% quest'onere.

Atteso e intenso è stato poi l'intervento del direttore generale dell'Agenzia delle Entrate. "Non siamo al cospetto di una riforma fiscale complessiva, perché per farla occorrerebbe del tempo. Si tratta però di un intervento strutturale. Credo che sia opportuno dare la giusta enfasi al tema della semplificazione, accompagnandolo con quello della cultura digitale e con quello della competitività del sistema fiscale. Molto si può fare infatti per incrementare l'appetibilità del sistema fiscale italiano, mettendo al centro l'internazionalizzazione", ha sottolineato Rossella Orlandi. Per quel che concerne poi l'intervento in oggetto, il numero uno del Fisco italiano ha aggiunto che il provvedimento "toglie adempimenti che avevano finito per pesare sull'economia gravando anche sulla reputazione del Paese. Si trattava di un onere di reputazione che frenava lo sviluppo". Anche la Orlandi si è soffermata sul punto cruciale del confronto e del dialogo tra le parti che operano nella filiera fiscale. "Se non facciamo uno sforzo comune - ha dichiarato - la semplificazione è solo parziale. Per questo chiedo una partecipazione ai commercialisti". Altro elemento chiave introdotto nel dibattito dal direttore generale delle Entrate riguarda la diffusione di una consapevole cultura digitale come motore del processo di semplificazione. "Per eliminare tutti gli oneri, l'unica strada è quella della cultura digitale. Affrontata in maniera più sistematica, produrrà una trasparenza in grado di far scomparire tutti gli oneri", soprattutto quelli considerati inutili. "Cambiare il sistema fiscale per impedire l'evasione, è un tema culturale: bisogna cambiare la cultura". Facendo poi il punto sul 730 precompilato, la Orlandi si è detta soddisfatta, in attesa dei primi dati già per la fine di questa settimana.

Hanno preso la parola, tirando le somme su quanto dibattuto, Luca Miele, del Dipartimento delle Finanze, e Luigi Mandolesi, consigliere nazionale Cndcec con delega alla fiscalità.

Interventi tematici - Il primo appuntamento di ieri si è concluso con gli interventi tematici del Gruppo Fiscalità: Alberto Comelli su contenzioso tributario, Carlo Soncini su penale tributario, Alfonso Trivoli su abuso del diritto e Piergiorgio Valente su fiscalità internazionale.

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