Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Maggiore coinvolgimento - Le professioni devono essere coinvolte dal nuovo governo. Il Comitato unitario dei professionisti, guidato da Marina Calderone, non ha mezzi termini nel lanciare una chiaro messaggio al governo nascente e, nello specifico, al presidente incaricato del Consiglio dei ministri. Questo è il punto focale venuto a galla nel corso del convegno 'Professioni e società: il rischio penale nelle professioni liberali'. Se la nuova era sotto l’egida renziana deve avere inizio, allora sarà opportuno che ciò avvenga con un rinnovato rispetto e una più forte attenzione alle esigenze così come alle proposte del comparto professionale italiano, che tanto ha dato al Paese e tanto ancora ha da dare in termini di risorse, competenze e impegno.
Un ampio coinvolgimento - La crisi di governo ha condotto a un passaggio di testimone che non dovrà riguardare quindi solo la squadra esecutiva in termini di nomi e poltrone, quanto anche l’atteggiamento della stessa nei confronti delle diverse realtà del Paese. Un differente modo di approcciarsi alle parti sociali che non può mettere in secondo piano le professioni ordinistiche, polmoni vitali dell’Italia in riferimento ai diversi contesti di competenza, partendo da quello giuridico, passando per quello fiscale e lavoristico, concludendo con quello tecnico, sociale e sanitario. Le professioni devono pertanto essere ascoltate e il loro coinvolgimento nelle decisioni di carattere normativo dev’essere molto più largo e completo rispetto al passato.
Il punto del Cup - "Noi siamo molto preoccupati per le sorti del Paese. Soprattutto, la nostra preoccupazione va nel senso che sia necessario che l'azione di governo sia orientata alla ripresa economica e al completamento delle riforme. Ci aspettiamo dalla nuova compagine di governo, che tra qualche giorno dovrebbe essere operativa, un maggiore coinvolgimento delle classi professionali", ha spiegato Marina Calderone, presidente del Comitato unitario delle professioni e del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro. La crisi esecutiva viene così analizzata avvalendosi di una manciata di parole precise e mirate, volte a sottolineare la delicatezza del momento e la valenza del comparto professionale per risollevare le sorti dell’Italia vessata dalla difficile congiuntura economica, sociale e politica. Secondo il numero uno del Cup, come abbiamo anticipato, risulta quanto mai opportuno ripristinare la comunicazione e la collaborazione con le professioni soprattutto per "disegnare quei percorsi di riforma che non solo confinati alla legge elettorale ma guardano a quelli che sono i nervi scoperti della nostra società, e mi riferisco ai temi della giustizia e del lavoro". In qualità di leader, oltreché del Comitato, anche del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone non ha potuto fare a meno di concludere con una riflessione su questa tematica da troppi anni martoriata da misure, riforme e controriforme che hanno portato solo a un appesantimento del mercato del lavoro. Considerato che il lavoro, come ha sostenuto lo stesso premier incaricato Matteo Renzi, sarà uno dei punti chiave del nuovo esecutivo, la Calderone ha chiarito che nell’intervenire su questo elemento prioritario dell'agenda di governo si dovrà necessariamente “tenere conto delle tante emergenze e del disagio sociale che il nostro Paese sta vivendo e in cui si sta dibattendo".