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L’avvio della detassazione 2013 - Lo scorso giovedì è stato firmato da Confprofessioni e da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil l’accordo quadro che stabilisce l'applicazione della tassazione agevolata su diverse voci della busta paga di oltre un milione di dipendenti degli studi professionali. Il protocollo concertato implica quindi l’avvio della fase di detassazione 2013 che coinvolgerà i professionisti titolari di studi con dipendenti. Dal canto suo, Gaetano Stella, presidente della Conferenza delle libere professioni italiane, si è detto soddisfatto del traguardo raggiunto. “In uno scenario economico sempre più incerto, l’accordo quadro nazionale sulla detassazione rappresenta un punto fermo per lo sviluppo degli studi professionali. La rinnovata intesa consente ai professionisti-datori di lavoro di alleggerire il costo del lavoro e incrementare la produttività, l’innovazione e l’efficienza organizzativa negli studi. Al tempo stesso, i dipendenti potranno beneficiare di una tassazione agevolata che si traduce in una maggiore disponibilità economica tesa alla salvaguardia del loro potere di acquisto”, ha spiegato Stella.
I contenuti – Come abbiamo accennato, il presente accordo interessa più di un milione di dipendenti sia di studi professionali che di aziende ad essi collegate nelle quali viene applicato il Ccnl degli studi professionali. L’accordo, stipulato a livello nazionale, viene ora trasposto a quello locale, al fine di rendere più facile il recepimento delle nuove norme. Confprofessioni, promotrice del protocollo d’intesa, spiega che “l’imposta ridotta sulle componenti accessorie della retribuzione è prevista dal Dpcm 22 gennaio 2013 e prevede che le somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione dei contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale e degli accordi interconfederali vigenti, siano soggette a una ritenuta a titolo di imposta (sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali) pari al 10%”. Secondo quanto inserito dell’accordo quadro, inoltre, per gli studi verrà altresì applicata l’agevolazione fiscale per il 2013, purché si rispetti il limite massimo complessivo dei 2.500 euro lordi e a patto che venga destinata a favore dei dipendenti con reddito non superiore all'importo di 40mila euro lordi. Dal versante dei datori di lavoro, in questo caso quindi professionisti equiparabili ad imprenditori, si applica comunque l’imposta sostitutiva, tenendo presente l’inserimento di voci esplicative quali la retribuzione, legata a incrementi della produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa. Queste possono in ogni caso includere clausole elastiche e flessibili, straordinari, lavoro notturno, festivo e domenicale, oltreché una serie di altre attività che cooperano alla crescita produttiva e operativa dello studio.
La prima fase - Attraverso questa prima fase si potrà iniziare ad applicare l'imposta sostitutiva del 10% sulle componenti accessorie della retribuzione. È comunque un passo preliminare che condurrà poi al futuro recepimento dei termini dell’accordo anche a livello regionale. Tant’è che proprio al fine di conseguire un siffatto obiettivo, le sedi regionali della Confprofessioni hanno già messo in moto la macchina delle intese con le componenti sindacali dei diversi territori, l’intento è quello di recepire i contenuti dell’accordo per intavolare dei protocolli di intesa anche nelle proprie aree operative. Nello specifico, questa fitta rete di intese permetterà l’adozione dell’accordo anche a quegli studi professionali nel cui territorio di appartenenza non vi sia un’organizzazione sindacale. Come sarà possibile? Ebbene, questi studi dovranno limitarsi a recepire l’intesa con un atto formale senza comunque tralasciare di farne debita comunicazione ai dipendenti.