25 gennaio 2012

Dl. liberalizzazioni: per ANDoC e SiC la lotta continua

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il malcontento - Questo decreto di legge sulle liberalizzazioni non convince i professionisti e, soprattutto, non convince la categoria dei commercialisti e degli esperti contabili. Lo hanno sottolineato quasi tutte le sigle sindacali e ora lo ribadiscono con medesima intensità il Sindacato italiano dei commercialisti e l’Associazione nazionale dottori commercialisti. In sostanza, entrambe le associazioni, in un documento firmato in maniera congiunta, fanno proprio il comune sentire di una mancanza di rappresentazione della categoria, in quanto disposto dal testo varato dall’Esecutivo. Secondo ANDoC e SiC, nessuna delle norme inserite nel provvedimento è adatta a incarnare quel processo di rilancio economico auspicato dallo stesso Governo e atteso con curiosità e speranza dalle categorie professionali. Il dl. liberalizzazioni ha l’esclusivo onere di imporre disposizioni non eque che produrranno seri squilibri sia per quel che concerne la qualità del lavoro affidato ai commercialisti, sia in relazione alle aspettative che i clienti riporranno nei servizi richiesti ai professionisti. “Introduce norme inique che comporteranno sicuro nocumento per la qualità del lavoro svolto dai commercialisti – scrivono SiC e ANDoC - ribaltando conseguentemente i propri effetti nei confronti dei clienti finali costituiti da imprese e lavoratori autonomi, non risolvendo i problemi sotto gli occhi di tutti”.

L’inefficacia del CNDCEC – Sebbene l’indignazione delle due sigle sindacali si ponga sulla medesima linea d’onda delle altre associazioni di categoria che avevano fatto sentire la propria voce nei giorni scorsi, ANDoC e SiC portano il proprio malcontento su un nuovo livello. L’insoddisfazione c’è e a causarla sono certamente le scelte governative, ma i due sindacati guidati rispettivamente da Riccardo Losi e Maurizio Staffa hanno riscontrato un ulteriore motivo di indignazione associato alla consapevolezza di non aver avuto una rappresentanza in capo al Consiglio nazionale in grado di tutelare le esigenze e gli interessi della categoria. “Appare ancora una volta poco efficace la posizione dei vertici del consiglio nazionale, che hanno perso l’ennesima occasione per dare il proprio contributo di esperti della materia ad un esecutivo da poco insediato e per lo più composto da esponenti tecnici evidentemente poco pratici delle materie oggetto di modifica legislativa”, scrivono ANDoC e SiC.

I punti contestati - In merito al decreto legge sulle liberalizzazioni, le sigle sindacali presiedute da Losi e Staffa hanno voluto sottolineare che a generare la suddetta insoddisfazione tra gli appartenenti alla categoria non sono state le disposizioni in merito alle forme di concorrenza, in quanto risulta “unanime l’appoggio all’apertura dei mercati ed all’adeguamento alle direttive del legislatore europeo che impone l’abolizione dei minimi tariffari e del divieto di pubblicità”, bensì i provvedimenti in materia di collegio sindacale, società tra professionisti e tirocinio. Per quanto concerne i primi due punti, la posizione è quella che si palesa da mesi, ossia il parere che la norma sia sostanzialmente inutile poiché non ne conseguirebbero risparmi, ma inefficienze; inoltre, il parere delle sigle sindacali rivela un’evidente contrarietà alle ingerenze che parrebbero esser avanzate in tale settore da Confindustria. ANDoC e SiC parlano di una vera e propria “invasione di campo”. Poi, per quel che concerne i tirocini, “la prevista attribuzione agli istituti universitari della facoltà di far svolgere parte del tirocinio direttamente durante il percorso di laurea, norma peraltro già adottata dai commercialisti italiani mediante i previsti protocolli d’intesa già da tempo in vigore, correlata alla riduzione a 18 mesi del periodo di formazione assume il sapore di una pillola i cui effetti a rilascio graduale sembrano mirare di fatto “all’azzeramento” della pratica professionale”, scrivono le due associazioni di categoria, che continuano: “non è tanto la questione dell’eliminazione del compenso obbligatorio dei tirocinanti a rappresentare un altro problema, laddove al ‘praticante’ è forse più giusto sia riconosciuto in primo luogo un valido percorso formativo oltre che un adeguato emolumento, lasciato comunque alla libera determinazione del proprio ‘dominus’, quanto la mancanza di misure per il sostegno delle strutture professionali che rappresentano di fatto iniziative produttive al pari di quelle condotte dalle imprese”. Hanno suscitato scontento anche le disposizioni riguardanti l’obbligo di preventivo e del contratto professionale, in quanto sono oneri che verranno imposti solo ai professionisti e non alle associazioni di categoria, CAF e artigiani. “Ben venga una norma che renda trasparente i rapporti cliente/professionista, anche se dà contenuti più chiari in quanto sottintende capacità divinatorie per i mandati a tempo indeterminato – affermano i due sindacati - ma che tale norma diventi una regola di mercato e non solo per i figli di un dio minore come oramai sono considerati i professionisti”.

L’ingerenza degli industriali - ANDoC e SiC riscontrano un’intromissione di Confindustria per quel che concerne la questione dei collegi sindacali e le società tra professionisti, in quanto è riconosciuta la volontà della confederazione degli imprenditori di voler includere nel proprio ambito di controllo anche quei settori che finora sono stati appannaggio delle professioni di estrazione giuridico-economica. A questo punto, l’introduzione di società tra professionisti dove il socio che investe potrà non essere un professionista porterà in maniera indubbia a una stretta pericolosa per i piccoli e medi studi professionali, mettendo fuori gioco i giovani già prima che possano iniziare ad operare.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy