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Il 30 giugno 2026 è scaduto il termine per il pagamento della terza rata delle eccedenze contributive 2025 dovute dagli iscritti alla Cassa Dottori Commercialisti. La scadenza, già ricordata dalla CNPADC con apposito avviso pubblicato l’8 giugno 2026, riguardava i professionisti tenuti al versamento delle eccedenze contributive secondo la modalità scelta in sede di PCE 2025.
L’adempimento assume rilevanza nella gestione della posizione previdenziale del professionista, poiché il mancato rispetto dei termini di pagamento può determinare una posizione di irregolarità contributiva, da affrontare tempestivamente attraverso gli strumenti messi a disposizione dalla Cassa.
Con successivo avviso del 1° luglio 2026, la CNPADC ha chiarito che coloro che non hanno rispettato la scadenza del 30 giugno possono regolarizzare l’inadempienza mediante il servizio DRS – Domanda Regolarizzazione Spontanea, accessibile all’interno del servizio online DOM – Domande Online.
Prima della scadenza, la Cassa aveva ricordato che, per gli iscritti che non avevano optato per l’addebito diretto in conto, era possibile generare il documento PagoPA tramite il servizio PPC – Portale Pagamento Contributi, disponibile nei Servizi Online. Una volta generato, il documento di pagamento risultava disponibile nell’area “documenti” dei servizi online e poteva essere pagato anche con Carta di Credito Dottori Commercialisti tramite il servizio MCC.
Per gli iscritti che avevano scelto l’addebito diretto in conto, invece, l’importo doveva essere addebitato con valuta 30 giugno 2026. La Cassa aveva inoltre previsto, entro il 14 giugno 2026, la possibilità di modificare le coordinate bancarie già comunicate mediante il servizio VCB – Variazione Coordinate Bancarie.
Una volta decorso il termine, tuttavia, il professionista che non abbia perfezionato il pagamento non deve limitarsi a eseguire un versamento tardivo senza verificare la procedura corretta. La via indicata dalla CNPADC è quella della regolarizzazione spontanea tramite DRS, che consente di gestire l’inadempienza all’interno del canale dedicato.
La Domanda di Regolarizzazione Spontanea rappresenta lo strumento attraverso il quale l’iscritto può attivarsi per sanare spontaneamente la propria posizione contributiva. Di conseguenza, il professionista, una volta accertato il mancato pagamento della rata, può intervenire senza attendere ulteriori iniziative da parte della Cassa, utilizzando il servizio online previsto.
Operativamente, l’accesso avviene tramite DOM – Domande Online, cioè l’ambiente telematico attraverso il quale la Cassa consente la presentazione di specifiche istanze. Il professionista dovrà quindi entrare nei servizi online della CNPADC e selezionare la funzione relativa alla DRS, seguendo la procedura guidata disponibile nell’area riservata.
Per gli studi professionali, l’avviso rappresenta anche un’occasione per effettuare una verifica interna sulle posizioni degli iscritti assistiti. In particolare, è opportuno controllare se la terza rata risulti effettivamente pagata, se l’eventuale addebito SDD sia andato a buon fine e se il documento PagoPA generato sia stato poi concretamente saldato entro il 30 giugno.
La regolarizzazione tempestiva consente di evitare che l’inadempienza resti aperta e si consolidi nella posizione previdenziale dell’iscritto.
Dal punto di vista operativo, il professionista dovrebbe anzitutto verificare nell’area riservata lo stato dei pagamenti e la presenza di eventuali documenti o comunicazioni della Cassa. Successivamente, in caso di mancato pagamento, potrà accedere al servizio DOM e presentare la Domanda di Regolarizzazione Spontanea.
La scadenza del 30 giugno riguarda la terza rata delle eccedenze contributive 2025. Gli iscritti che hanno scelto la rateazione devono quindi prestare attenzione anche alle successive scadenze, verificando che le modalità di pagamento impostate siano ancora valide e funzionanti.
In particolare, chi utilizza l’addebito diretto dovrebbe controllare la correttezza delle coordinate bancarie e la capienza del conto; chi utilizza PagoPA dovrebbe invece monitorare la generazione del documento e il relativo pagamento entro i termini previsti.
La regolarizzazione della rata scaduta, dunque, non esaurisce l’attività di controllo. È consigliabile aggiornare lo scadenzario previdenziale e verificare l’intera posizione contributiva 2025, così da evitare che una singola omissione si accompagni ad ulteriori irregolarità.