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La disposizioni Inps - Con la circolare n. 116/12 l’Inps ha stabilito una rateizzazione della restituzione dei contributi che i datori di lavoro delle aree abruzzesi colpite dal sisma del 2009 dovranno effettuare dal prossimo gennaio. Le rate saranno 120 pari a un ammontare ridotto del 40%. Tali versamenti si riferiscono ai contributi relativi al lasso di tempo tra il 6 aprile 2009 e il 30 giugno 2010. Inoltre, onde evitare interessi e sanzioni, le rate scadute da gennaio a settembre 2012 potranno essere versate entro il 16 dicembre 2012. Mentre a partire da ottobre il versamento mensile dovrà essere effettuato entro il giorno 16. Queste sono le disposizioni che l’ente nazionale di previdenza ha stabilito per le popolazioni colpite dal sisma… ma attenzione! Pare che non tutti i terremoti diano diritto a siffatte agevolazioni. E’ infatti risultato evidente che tali istruzioni siano valide solo per l’Abruzzo, escludendo di fatto le aree emiliane e limitrofe colpite dagli eventi sismici tra maggio e giugno dell’anno in corso.
La richiesta dei consulenti del lavoro - A sottolineare l’anomalia è stato il presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, Marina Calderone. Il leader dei Cdl ha prontamente inoltrato una missiva al capo del Mef, Vittorio Grilli, con la richiesta di chiarire la situazione. Il presidente Calderone ha inteso così fare istanza di una maggior solerzia, al fine di dimostrare anche per i territori emiliani la medesima solidarietà avuta per quelli abruzzesi.
La disparità di trattamento – Il punto messo in risalto dalla lettera inoltrata al ministro Grilli è essenzialmente la diversità di trattamento che l’Inps ha inteso riservare alle due aree che sono state oggetto di calamità naturali. Il fulcro della questione è che in sostanza vengon fuori delle ingiustificate disparità. Un’ulteriore discriminazione, secondo i consulenti del lavoro, sarebbe quella effettuata tra lavoratori subordinati e autonomi. Per i subordinati, infatti, non è prevista alcuna sospensione, beneficio del quale invece hanno goduto gli autonomi.
L’auspicio - La situazione, in Emilia come in Abruzzo, è abbastanza precaria, sebbene con caratteristiche differenti. Il parere della categoria guidata dalla Calderone è che lo Stato debba farsi carico di siffatte diversità in maniera costruttiva, evitando (come sta accadendo) discriminazioni prive di fondamento. Pertanto, l’auspicio è che anche quelle aziende e quegli studi professionali che stentano a recuperare la normalità tra Modena e Mantova, costretti a vivere la rispettiva vita professionale in tende e capannoni, possano ricevere le medesime agevolazioni che lo Stato ha garantito e garantisce a territori egualmente colpiti dalle avversità della natura.