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Sono ancora gli effetti derivanti dalla mancanza della Governance nell’ambito dei commercialisti a suscitare la preoccupazione delle sigle sindacali. Secondo il comunicato diffuso ieri da UNAGRACO, il commissariamento del Consiglio Nazionale disposto dal Ministro della Giustizia al fine di provvedere all’ordinaria amministrazione sino all’insediamento del nuovo, sta paralizzando di fatto anche lo svolgimento dei più elementari compiti istituzionali dell’organo di vertice, quali le attività di supporto alla categoria.
Dalla lettura del comunicato, si apprende come qualche giorno fa il Consiglio Nazionale si è rifiutato di erogare il contributo trimestrale a favore dell’IRDCEC, rifiuto che per i 19 ricercatori ha portato all’invio di 19 lettere di risoluzione dei loro contratti di collaborazione.
L’IRDCEC, per quanti non lo conoscono, è sorto dalla fusione delle due fondazioni di categoria, l’Aristeia e la Pacioli, per espressa volontà del nuovo CNDCEC all’indomani della fusione tra i due albi nell’unico indistinto ordine rappresentativo di un’importante categoria professionale.
Le due fondazioni, prima, e l’IRDCEC, poi, hanno assicurato per ben 15 anni continuo supporto al Consiglio nelle sue commissioni di studio e nella sua attività istituzionale, nonché collaborato e coadiuvato gli ordini locali con approfondimenti tecnico-scientifici e un’attività di formazione gratuita svolta a favore dei commercialisti.
Precisa ancora l’UNAGRACO, come la mancata erogazione del contributo appare a dir poco ingiustificata, anche perché l’intero suo importo risulta stanziato nel bilancio preventivo 2013 del CNDCEC a favore di IRDCEC, come avviene da tanti anni, ed è certo singolare che, nonostante tale appostazione, nessuno si adoperi per rendere esecutivo ciò che il Consiglio Nazionale ha già da tempo deliberato. In altri termini, non si tratta di impegnare spese non decise, ma di dare attuazione alla sola gestione ordinaria!!!!
La singolarità della vicenda appare, poi, in tutta la sua evidenza se solo ci si sofferma a considerare la funzione che il Ministero vigilante ha assegnato al Commissario. Nel comunicato stampa del Ministero della Giustizia del 12 dicembre 2012, si legge che il commissariamento è stato disposto al fine di ripristinare “condizioni di serenità ed equilibrio nello svolgimento dei compiti istituzionali dell’ente, salvaguardando così l’immagine e il prestigio dell’intera categoria.
Ebbene, anche a seguito degli ultimi eventi, viene da chiedersi se l’immobilismo del CNDCEC a seguito del commissariamento, al contrario non rischi di alimentare nuove conflittualità interne esponendo il Consiglio al pericolo di ulteriori contenziosi.
Il tutto a discapito dell’immagine di una storica ed autorevole categoria professionale che da sempre è impegnata a fianco delle imprese, della magistratura, dell’Agenzia e in generale di tutti i cittadini-contribuenti.