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La riforma delle Casse - Mancano pochi giorni e la riforma degli enti previdenziali privati diverrà tangibile con effetti evidenti già a partire da diversi aspetti. Il punto è che il primo gennaio del prossimo anno coinciderà con l’entrata a regime del programma di sostenibilità per i prossimi 50 anni, adattato al principio di equità tra le generazioni. Molte sono le novità che dovranno quindi adottare le Casse professionali. Nello specifico, l’Enpacl illustra tali elementi innovativi.
L’equità contributiva e generazionale – Si parla di equità contributiva con questa nuova riforma, non perché tutti gli iscritti andranno a versare la medesima quota, bensì per il fatto che il contributo individuale verrà calcolato in proporzione all’effettiva capacità reddituale dell’iscritto, vale a dire che si tratterà di una percentuale sul reddito professionale. “Il contributo integrativo sarà determinato sul 4% del volume di affari Iva e ben il 3% andrà a finanziare i montanti individuali, per una pensione più adeguata. Il calcolo delle prestazioni sarà effettuato col metodo contributivo, pro rata, affinché ciascuno possa ricevere in proporzione a quanto versato, senza trasferimento di passività ad altri”, spiega l’Enpacl.
La contribuzione facoltativa – L’ente di previdenza dei consulenti del lavoro, al fine di agevolare quei professionisti che hanno versato quote minori in periodi di scarsa redditività, mette a disposizione l’opportunità di “conguagliare” la contribuzione con un versamento facoltativo effettuato in periodi più floridi. Questa contribuzione facoltativa “offre immediati vantaggi fiscali, in quanto i versamenti sono integralmente deducibili dal reddito, e grandi vantaggi previdenziali – specifica la Cassa - Tra l'altro, coloro che effettueranno i versamenti entro il 31 dicembre prossimo, ne potranno beneficiare già nel 2013”.
Misure a favore degli iscritti – Dalla Cassa di previdenza della categoria guidata da Marina Calderone si sono recentemente levati non pochi apprezzamenti nei confronti della riforma, soprattutto per le possibilità alle quali apre il sistema di sostenibilità a 50 anni. Tale prassi infatti permetterà all’Enpacl di mettere in sicurezza i conti della Cassa elaborando finalmente tutti quei progetti che lo Statuto dei consulenti prevede, ma che finora non è stato possibile realizzare. “Il vero patrimonio dell'Enpacl non è rappresentato dai 640 milioni di euro del portafoglio investito ma dai 26.717 consulenti del lavoro che, con il loro lavoro, consentono alla nostra previdenza di guardare con fiducia al futuro. Tale patrimonio va sostenuto con azioni concrete, affinché non si disperda la ricchezza prodotta nell'esercizio della professione”, ha notificato in proposito l’istituto previdenziale.
«Metti un giovane nel motore» - A sostegno dei giovani iscritti sono state ideate molte iniziative racchiuse dentro al progetto «Metti un giovane nel motore». L’obiettivo è quello di dar vita a una sorta di rete intergenerazionale proponendo costanti confronti tra i professionisti anziani e quelli più giovani. “L'Enpacl deve aiutare giovani e meno giovani colleghi a trovare un punto di congiunzione – ha spiegato il vicepresidente Matteo Robustelli - Dobbiamo favorire l'avvio dell'attività per i primi e consentire il distacco, anche in maniera soft, dallo studio professionale per i secondi; e quindi la produzione del primo reddito e il conseguimento della pensione”.