12 gennaio 2026

Enti cooperativi, la nuova vigilanza in tre mosse: cosa prevedono i decreti ministeriali e la modulistica aggiornata

Tre decreti MIMIT aggiornano vigilanza e verbali digitali: novità per cooperative e BCC.

Autore: Redazione Fiscal Focus

L’attenzione normativa sulla vigilanza degli enti cooperativi si è intensificata e, insieme, si sta provando a rendere i controlli più rapidi e trasparenti. È questo il filo conduttore del documento pubblicato il 12 gennaio 2026 da Consiglio e Fondazione nazionali dei commercialisti, che fa il punto sulle novità introdotte dal Ministero delle imprese e del Made in Italy (MIMIT). 

Al centro ci sono tre decreti del 5 marzo 2025 (emanati il 1° aprile 2025) che riscrivono alcune regole operative di revisione e ispezione straordinaria e introducono una modulistica aggiornata (l’ultima versione era del 2015, con aggiornamento nel 2017), con un chiaro orientamento alla digitalizzazione dei verbali.

Dal disegno di legge delega agli “adeguati assetti”: perché cambia la vigilanza

Il documento dei commercialisti inquadra le novità dentro un percorso più ampio: la delega per la riforma della vigilanza sugli enti cooperativi e mutualistici (e, se necessario, delle norme collegate del codice civile). Tra i criteri direttivi evidenziati rientrano l’estensione della funzione di consulenza/assistenza anche al monitoraggio della gestione (con particolare attenzione agli assetti organizzativi, amministrativi e contabili ex art. 2086 c.c.), la riforma e digitalizzazione dell’Albo, e misure per prevenire condotte elusive sulla devoluzione del patrimonio nelle operazioni straordinarie.

In parallelo, l’evoluzione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza entra nei controlli in modo più strutturato: la nuova modulistica e le verifiche valorizzano la capacità dell’ente di intercettare tempestivamente segnali di difficoltà, anche attraverso obblighi informativi e comunicazioni verso le autorità amministrative di vigilanza.

Revisione cooperativa: incarichi, tempi, diffide e verbali (sempre più) digitali

Il primo D.M. 5 marzo 2025 ridisegna le modalità di svolgimento della revisione cooperativa: resta la regola della periodicità almeno biennale (con ciclo che parte dagli anni dispari) e vengono dettagliati aspetti operativi come attribuzione dell’incarico tramite sistema informativo, obblighi di cooperazione dell’ente (libri, registri, documenti), e gestione delle irregolarità sanabili mediante diffida con tempi calibrati tra 15 e 90 giorni.

La novità più “visibile” è però nella modulistica: le risultanze confluiscono nel nuovo modello di verbale e la sottoscrizione è prevista con firma digitale; anche la fase di accertamento, di regola, viene gestita da remoto con strumenti informatici che garantiscano il contraddittorio. Non mancano regole per i casi di comportamento ostativo o irreperibilità del legale rappresentante (relazioni di mancata revisione/mancato accertamento).

Ispezioni straordinarie e focus BCC: stesso impianto più trasparenza e accesso civico

Il secondo D.M. 5 marzo 2025 interviene sulle ispezioni straordinarie: ridefinisce modalità, tempi e contenuti, confermando la logica di evitare sovrapposizioni con altri controlli e prevedendo che le risultanze siano riportate nel verbale aggiornato, anche qui con firma digitale. Sul piano operativo, l’attività ispettiva va avviata entro 15 giorni dall’incarico, con comunicazione alla Direzione generale nei 3 giorni successivi; la “rilevazione” si chiude entro 90 giorni, mentre l’eventuale “accertamento” entro 15 giorni dalla scadenza della diffida.

Per le Banche di Credito Cooperativo (BCC), il terzo decreto approva la modulistica dedicata e collega l’aggiornamento anche alla necessità di un sistema di verbalizzazione digitale. Inoltre, viene aggiornato il riferimento ai casi di esclusione e limiti all’accesso, richiamando le modifiche normative in materia di accesso civico e trasparenza (d.lgs. 33/2013) e coordinando il tutto con la disciplina speciale già prevista per la vigilanza sulle BCC.

 

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