6 marzo 2026

Enti locali, pubblicato il format della relazione dell’organo di revisione sul Rendiconto 2025

Il documento, reso disponibile dal Consiglio Nazionale e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti – Ricerca, è realizzato in collaborazione con ANCREL

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti – Ricerca, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori degli enti locali (Ancrel), hanno reso disponibile il format della “Relazione dell’organo di revisione sul rendiconto della gestione 2025 e documenti allegati”, corredato da check-list operative di supporto.

Il rendiconto 2025 rappresenta un passaggio cruciale per gli enti locali: non solo per la verifica della gestione finanziaria, ma anche per l’allineamento ai più recenti indirizzi di prassi e controllo. Il format di relazione dell’Organo di revisione aggiornato al 5 marzo 2026 si inserisce in questo quadro, richiamando norme, principi contabili e indicazioni della Corte dei conti, con diversi punti di discontinuità rispetto agli esercizi precedenti. 

Un format “agganciato” alle Linee guida della Corte dei conti

Il documento evidenzia l’allineamento alla deliberazione n. 8/SEZAUT/2026/INPR (pubblicata il 19 febbraio 2026) che fornisce Linee guida e questionario per la relazione sul rendiconto 2025. Dal 2 marzo 2026 il questionario risulta compilabile sul portale della Corte dei conti: un elemento operativo che impatta direttamente sulla tempistica e sulla qualità del lavoro istruttorio. 

Parallelamente, viene richiamata la possibilità per gli enti di trasmettere il rendiconto 2025 alla BDAP tramite la nuova procedura che genera un PDF “coincidente” con i dati inviati, presentata come best practice per trasparenza, tracciabilità e riduzione dei disallineamenti tra documento approvato e documento trasmesso. 

Verifiche preliminari: più controlli “di sistema”

Nella sezione iniziale la relazione non si limita alle consuete verifiche formali: emergono controlli su adempimenti e pubblicazioni (rilievi Corte dei conti, controlli interni), coerenza con obblighi BDAP e attenzione alle condizioni che possono incidere sull’uso dell’avanzo (art. 187 TUEL). 

Rilevante anche il richiamo alla disciplina che, per gli esercizi 2024-2026, attenua alcune limitazioni sull’applicazione dell’avanzo in presenza di anticipazioni/entrate vincolate, qualora la tensione di cassa sia connessa a pagamenti legati al PNRR. Il messaggio è chiaro: la verifica non è solo “numerica”, ma anche causale.

FPV: il 2025 rafforza la centralità dei cronoprogrammi

Il Fondo Pluriennale Vincolato torna al centro, con richiami puntuali:

  • coerenza tra FPV, obbligazioni perfezionate e imputazione per esigibilità;
  • attenzione ai lavori pubblici e alle modifiche intervenute nei principi contabili;
  • necessità di cronoprogrammi adeguati e verificabili, anche tramite campionamento.

Inoltre, la relazione richiama aggiornamenti che incidono sulla “conservazione” del FPV per investimenti non ancora impegnati, subordinandola a condizioni stringenti (copertura interamente accertata e avanzamento progettuale). In pratica: meno automatismi e più prova documentale. 

Cassa, anticipazioni e vincoli: cambiano le regole di lettura

Sul fronte della gestione di cassa, il documento richiama:

  • coerenza tra fondo cassa del tesoriere e scritture dell’ente;
  • corretta contabilizzazione delle anticipazioni;
  • determinazione della cassa vincolata alla luce delle novità recepite dal DM 13/02/2025.

Il tema non è tecnico “fine a sé stesso”: la cassa vincolata, se errata, altera la lettura degli equilibri di cassa e può amplificare rischi su pagamenti e debiti commerciali. 

PPP e contratti complessi: più trasparenza in rendiconto

Altro punto di attenzione è l’obbligo di evidenziare in un allegato specifico i contratti di partenariato pubblico-privato (con CUP, CIG, valore, durata, contributo pubblico, quota privata). È un passaggio che spinge verso una rendicontazione più “tracciabile” e comparabile, utile anche in sede di controllo esterno. 

Agenti contabili e imposta di soggiorno: un cambio di prospettiva

Tra i richiami più “operativi” c’è quello relativo ai conti degli agenti contabili. In particolare, viene riportato l’orientamento secondo cui, dopo la riforma introdotta dal DL n.34/2020, il gestore della struttura ricettiva è qualificato come responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno e non più come agente contabile: conseguenze dirette sulla giurisdizione e sulla gestione delle contestazioni in caso di omesso/parziale versamento. 

Personale e trattamento accessorio: focus su vincoli e nuove possibilità

La relazione richiama i vincoli ordinari di spesa e, per il trattamento accessorio, le indicazioni operative collegate alla normativa più recente, con attenzione all’equilibrio pluriennale e ai limiti/deroghe sul fondo risorse decentrate. Il messaggio per gli enti è prudenziale: ogni incremento va letto insieme a sostenibilità, regole e asseverazione. 

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