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Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti – Ricerca, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori degli enti locali (Ancrel), hanno reso disponibile il format della “Relazione dell’organo di revisione sul rendiconto della gestione 2025 e documenti allegati”, corredato da check-list operative di supporto.
Il rendiconto 2025 rappresenta un passaggio cruciale per gli enti locali: non solo per la verifica della gestione finanziaria, ma anche per l’allineamento ai più recenti indirizzi di prassi e controllo. Il format di relazione dell’Organo di revisione aggiornato al 5 marzo 2026 si inserisce in questo quadro, richiamando norme, principi contabili e indicazioni della Corte dei conti, con diversi punti di discontinuità rispetto agli esercizi precedenti.
Il documento evidenzia l’allineamento alla deliberazione n. 8/SEZAUT/2026/INPR (pubblicata il 19 febbraio 2026) che fornisce Linee guida e questionario per la relazione sul rendiconto 2025. Dal 2 marzo 2026 il questionario risulta compilabile sul portale della Corte dei conti: un elemento operativo che impatta direttamente sulla tempistica e sulla qualità del lavoro istruttorio.
Parallelamente, viene richiamata la possibilità per gli enti di trasmettere il rendiconto 2025 alla BDAP tramite la nuova procedura che genera un PDF “coincidente” con i dati inviati, presentata come best practice per trasparenza, tracciabilità e riduzione dei disallineamenti tra documento approvato e documento trasmesso.
Nella sezione iniziale la relazione non si limita alle consuete verifiche formali: emergono controlli su adempimenti e pubblicazioni (rilievi Corte dei conti, controlli interni), coerenza con obblighi BDAP e attenzione alle condizioni che possono incidere sull’uso dell’avanzo (art. 187 TUEL).
Rilevante anche il richiamo alla disciplina che, per gli esercizi 2024-2026, attenua alcune limitazioni sull’applicazione dell’avanzo in presenza di anticipazioni/entrate vincolate, qualora la tensione di cassa sia connessa a pagamenti legati al PNRR. Il messaggio è chiaro: la verifica non è solo “numerica”, ma anche causale.
Il Fondo Pluriennale Vincolato torna al centro, con richiami puntuali:
Inoltre, la relazione richiama aggiornamenti che incidono sulla “conservazione” del FPV per investimenti non ancora impegnati, subordinandola a condizioni stringenti (copertura interamente accertata e avanzamento progettuale). In pratica: meno automatismi e più prova documentale.
Sul fronte della gestione di cassa, il documento richiama:
Il tema non è tecnico “fine a sé stesso”: la cassa vincolata, se errata, altera la lettura degli equilibri di cassa e può amplificare rischi su pagamenti e debiti commerciali.
Altro punto di attenzione è l’obbligo di evidenziare in un allegato specifico i contratti di partenariato pubblico-privato (con CUP, CIG, valore, durata, contributo pubblico, quota privata). È un passaggio che spinge verso una rendicontazione più “tracciabile” e comparabile, utile anche in sede di controllo esterno.
Tra i richiami più “operativi” c’è quello relativo ai conti degli agenti contabili. In particolare, viene riportato l’orientamento secondo cui, dopo la riforma introdotta dal DL n.34/2020, il gestore della struttura ricettiva è qualificato come responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno e non più come agente contabile: conseguenze dirette sulla giurisdizione e sulla gestione delle contestazioni in caso di omesso/parziale versamento.
La relazione richiama i vincoli ordinari di spesa e, per il trattamento accessorio, le indicazioni operative collegate alla normativa più recente, con attenzione all’equilibrio pluriennale e ai limiti/deroghe sul fondo risorse decentrate. Il messaggio per gli enti è prudenziale: ogni incremento va letto insieme a sostenibilità, regole e asseverazione.