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Finanza innovativa e nuovi strumenti da sfruttare; opportunità di crescita delle piccole e medie imprese; dubbi e difficoltà ancora da superare e necessità di alimentare la conoscenza abbracciando una platea sempre più ampia, sono stati principali temi trattati nel corso del convegno organizzato dall’UMG di Catanzaro, in collaborazione con la locale ODCEC, la Federazione ODCEC Calabria e Basilicata, l’Unindustria Calabria, la Fondazione Nazionale dei Commercialisti e, per la prima volta, anche con la CONSOB rappresentata dal commissario Anna Genovese.
Numerosi i punti toccati e altrettanti gli spunti di sollecitazione che hanno messo a nudo, per ciò che riguarda la Calabria, un settore economico e finanziario ancora acerbo e con alti tassi di disoccupazione. Un tema in chiaroscuro esteso poi al resto del Paese dove qualcosa comincia a muoversi ma ancora lungo appare il percorso di crescita.
Ad aprire i lavori di quello che è stato un primo convegno di studio a tema e che ha visto illustri relatori a confronto, il Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della città dei Tre Colli, Francesco Muraca. Lui per primo ha parlato delle difficoltà delle imprese locali che oltre a cercare di sopravvivere alla crisi, devono imparare a fare i conti con l’evoluzione dei mercati finanziari e i nuovi strumenti di finanza innovativa, utili sì questi ultimi, ma ancora poco recepiti dalla massa. Da qui l’utilità, anche per il collega della Federazione ODCEC Calabria e Basilicata, Luigi Vergari, di un più ampio confronto e di una sinergia comune tra esperti del settore, addetti ai lavori e imprese che dovranno far proprie le nuove regole che il mercato globalizzato impone e meglio utilizzare i sistemi di crescita aziendale a disposizione.
Ad entrare nel vivo del simposio i cui lavori sono stati moderati e conclusi dal docente dell’Ateneo ospitante, Valerio Donati, è toccato al massimo esponente della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Giorgio Sganga, lieto di intervenire per sottolineare il grande lavoro che la categoria sta portando avanti a servizio delle imprese, e al dirigente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara. A quest’ultimo il compito di relazionare sul fabbisogno finanziario delle piccole e medie imprese, e sulle difficoltà di accesso al credito. Dati e testimonianze quelle che Ferrara ha portato a conoscenza della nutrita platea catanzarese, a ripercorrere le vari fasi dell’operato Draghi. Dai 20 miliardi di euro messi a disposizione delle imprese e che Unindustria “non avrà gli effetti desiderati rispetto al credito sia per le caratteristiche della struttura produttiva del Paese che per la congiuntura creditizia esistente, sia ancora per l’aumento dei tassi di interesse e l’aumento delle sofferenze”. “Purtroppo – ha dichiarato Ferrara - credo che le difficoltà ci saranno anche in futuro nel senso che noi ci troviamo tra forze uguali e contrarie con da una parte una politica unitaria espansiva spinta dalla BCE che fa in modo che possano affluire risorse finanziarie attraverso il credito bancario nelle imprese, dall’altra una regolamentazione bancaria stringente dovuta alle regole di Basilea che impongono alle banche requisiti di capitale e di patrimonio più severe rispetto al passato”.
Di regole che cambiano e di nuove letture interpretative si è occupata invece la docente universitaria Melania Ranieli. In un quadro più generale che riguarda la performance delle imprese innovative e i livelli produttivi e occupazionali della “buona resistenza alla crisi”, la Ranieli si è soffermata sulle nozioni, sui caratteri distintivi, le deroghe al diritto societario e agli incentivi all’investimento. Regole, dati, numeri e suggerimenti per superare al meglio le fragilità della fase di avvio.
Fase che ha di certo non ha che fare con l’utilizzo di ancora giovani strumenti economici quali le cambiali finanziarie e i mini bond. Due dei nuovi strumenti della cosiddetta finanza innovativa, affinati negli ultimi anni e riservati per lo più alle grandi società quotate sui mercati regolamentati. Di questo tema, se ne è occupato l’esperto Alfio D’Urso. “Si tratta di forme di finanziamento diretti che consentono di bypassare l’intermediazione bancaria - ha spiegato – con prestiti a favore all’imprenditore da uno a 36 mesi per quel che riguarda le cambiali, e di oltre i 36 mesi per i mini bond”. Nel nostro Paese, ancor più forte rispetto alle cambiali, è stato il ricorso alle obbligazioni con circa 100 emissioni per un valore di poco meno di 5 miliardi di euro. Emissioni che hanno riguardato in buona parte il nord Italia e solo ultimamente il centro sud con esclusione della Calabria che ad oggi non ha fatto registrare ancora nessuna richiesta.
Altre dettagliate analisi e attente evidenze di mercato, nel corso del simposio sono state portate alla luce dal Commissario CONSOB Anna Genovese. “La finanza innovativa – ha affermato - vuole essere una risposta ai problemi di crescita ancora insufficienti che si riscontrano soprattutto in alcune aree del Paese e tra queste c’è sicuramente la Calabria”. Una Calabria che in qualche modo sembra essere ancora ferma ai box anche per quel che riguarda il fenomeno dell’Equity crowdfunding, ovvero, la raccolta di finanziamenti tramite portali, nel rispetto di alcune fondamentali condizioni per garantire che il risparmiatore o l’investitore professionale aderiscano in piena consapevolezza di quelle che sono le opportunità, il guadagno ma anche i rischi. “Anche in questo caso – ha aggiunto e concluso la Genovese – Finanza innovativa struttura diversamente il rapporto tra imprese e finanziatori attraverso il ricorso strumenti alternativi che in questa fase, per una serie di ragioni risulta non in grado di supportare adeguatamente i progetti, soprattutto quelli iniziali delle imprese che sono imprese di nuova costituzione e che potrebbero invece rappresentare lo strumento utilissimo per una ripartenza”.
C’è poi la visione di Fincalabra e la sua azione per favorire lo sviluppo delle PMI. Antonio Mazzei, in rappresentanza dell’organismo regionale in house providing, nato per attuare politiche industriali e regionali a sostegno del sistema produttivo, ha delineato un quadro chiaro e preciso sulle difficoltà di accesso al credito. Gli interventi per correggere le simmetrie di mercato e su come facilitare il dialogo tra sistema produttivo e sistema del credito. “La regione Calabria – ha detto - ha messo in campo una serie di strumenti molto utili, a partire dal Fondo Unico di Ingegneria Finanziaria a sostegno delle politiche di espansione delle imprese e che opera, a sua volta, attraverso quattro strumenti di finanza quali il rafforzamento delle imprese esistenti per il sostegno al capitale circolante e alle liquidità d’ impresa con interventi fino a 300 mila euro; il Mezzanine financing che sostiene investimenti fino a 750 mila euro; un fondo garanzia, controgaranzia e cogaranzia che opera con finanziamenti fino all’80% e importi pari a un milione di euro. Non ultimi l’equity investment per l’investimento nel capitale di rischio delle start up innovative e delle PMI innovative; il Fondo unico per l’occupazione e la crescita che opera attraverso il microcredito con finanziamenti fino a 25 mila euro per soggetti svantaggiati che vogliono avviare una nuova impresa, e ancora il Fondo occupazione che sostiene le piccole e medie imprese per sostenere salari e stipendi, quindi, nuova occupazione fino a 750 mila euro”.
Presenti al meeting e impegnati in testimonianze dirette sia in riferimento al venture capital quale strumento di sviluppo per le PMI e sul nuovo ruolo dei commercialisti in questi passaggi dalla vecchia alla nuova disciplina finanziaria, sono stati rispettivamente Antonio Concolino co-founder and Ceo di dPixel e Antonio Repaci, consigliere Cndcec. Il primo ha parlato di casi di successo importanti ma ben distanti dal nostro Paese per via di processi di sviluppo lunghi e articolati e di un mercato ancora poco maturo con soggetti non disposti a comprare né a pagare in modo adeguato beni e servizi, il secondo ha evidenziato invece l’importanza di questo primo incontro che ha ben delineato l’esistenza di un quadro normativo nuovo che vede da un lato l’attività legislativa e di controllo sulla materia finanziaria ed economica del Paese, dall’altra il mondo delle imprese e i mercati alternativi in continua evoluzione.