26 marzo 2012

Fisco e commercialisti: focus sul rapporto

Un’indagine Irdcec individua gli aspetti più importanti del rapporto tra commercialisti e Amministrazione finanziaria.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Sondaggio - L’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha recentemente effettuato un’indagine in merito alla percezione che gli iscritti hanno del loro rapporto con l’Amministrazione finanziaria. Nello specifico, il sondaggio è stato effettuato nel periodo a cavallo tra il 7 e il 13 febbraio 2012 e ha ottenuto la risposta di circa 1.886 soggetti.

Obiettivi
– A ben vedere, però, il rapporto tra il Fisco e i professionisti che vi sono quotidianamente a contatto non è risultato l’unico tema in seno al quale si è sviluppato il sondaggio. In effetti, i questionari diffusi dall’Irdcec hanno sfiorato materie volte a misurare gli umori dei commercialisti e degli esperti contabili italiani per quel che concerne il settore della tax compliance inerente al circuito fiscale del nostro Paese. Anche gli ultimi provvedimenti sul versante tributario sono stati oggetto d’indagine, in particolare quelli riguardanti le manovre fiscali del 2011, ossia il sistema premiale di trasparenza fiscale e il nuovo istituto di reclamo e mediazione tributaria, che hanno inevitabilmente mutato le relazioni tra Amministrazione finanziaria e commercialisti.

Risultati e finalità
– Quella condotta dall’Istituto di ricerca nel mese di febbraio è la seconda indagine conoscitiva circa lo stato dei rapporti tra commercialisti e Fisco. In questo senso, i dati dimostrano una tendenza in peggioramento rispetto a quanto riscontrato nel 2010. Ai commercialisti è stato chiesto di dare un giudizio circa il funzionamento dei servizi di front-office, del canale CIVIS, del contraddittorio, quindi circa gli effetti prodotti dalla riorganizzazione territoriale degli uffici del Fisco. Le risposte pervenute all’Istituto di ricerca del Cndcec hanno posto in risalto pareri per la maggior parte negativi, eccetto per quel che concerne i servizi messi a disposizione dal canale CIVIS, i quali hanno ottenuto ampio apprezzamento e sono stati giudicati alla stregua di esempi positivi di quello che dovrebbe essere un sano rapporto tra professionisti del mondo fiscale e Amministrazione finanziaria. Da ciò è emerso il comune giudizio dei commercialisti in riferimento all’Agenzia circa la necessità di una maggiore attenzione al proprio potenziamento tecnologico, al fine di garantire maggiori possibilità nel campo della comunicazione per via telematica con canali preferenziali e dedicati ai commercialisti. Sul versante del front-office, comunque, per il 16% degli intervistati vi sono stati netti miglioramenti, invece per il 36% l’assetto è peggiorato e per il 49% è rimasto tutto tale e quale era nel 2010. Il 63% delle risposte hanno sottolineato un incoraggiante plauso al sopraesposto pacchetto di servizi CIVIT. Poi, per quel che concerne la tax compliance, ossia “la capacità complessiva del sistema di favorire l'adempimento spontaneo e il contenimento dell'evasione fiscale”, l’Irdcec ha chiesto ai commercialisti di indicare quali aspetti determinano in maniera più o meno diretta l’evasione tributaria. “Secondo il campione – cita la nota - le determinanti più attive nel generare evasione fiscale sono, nell'ordine, il livello della pressione fiscale (94%), la complessità del sistema (72%), la qualità dei servizi pubblici (71%), la struttura economica (spinta al sommerso per necessità di sopravvivenza 63%). Un peso relativamente più basso emerge, invece, per le altre determinanti: tax morale (lealtà fiscale) e limiti del sistema informativo (26%), probabilità dell'accertamento (32%), mancanza di un reale conflitto di interessi (41%), regolamentazione del mercato del lavoro (52%)”. Infine, per quel che concerne le novità introdotte dai provvedimenti fiscali, il 45% degli intervistati ritiene positivo il regime premiale di trasparenza fiscale, disposizione che è molto positiva per il 7% e positiva ma scarsamente efficace per il 38%. Per concludere, il nuovo istituto sulla mediazione tributaria è stato apprezzato dal 56% dei commercialisti esaminati, che dimostrano però non pochi dubbi, mentre per il 13% la disposizione è molto positiva ed efficace e per il 43% è positiva ma non efficace.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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