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Il convegno - Lo scorso venerdì si è svolto a Napoli un interessante convegno sul tema della Flat Tax al quale hanno preso parte esperti e personalità di spicco del mondo professionale. I partecipanti si sono confrontati mettendo a disposizione della comunità professionale le rispettive competenze e conoscenze sull’argomento di discussione.
La Flat Tax – Sulla questione specifica della Flat Tax ha preso la parola, aprendo i lavori dell’incontro, il numero uno della Confcommercio professioni, Mauro Pantano, sottolineando come si sia al cospetto di “una 'rivoluzione possibile', che può aiutarci a semplificare e ridurre la pressione fiscale. Si tratta di una riforma che abbandona le filosofie del prelievo e degli anticipi certi, rivisitando i concetti scientifici e dottrinali su ciò che s’intende per imponibile fiscale. È una riforma che si ispira al sistema anglosassone, nel quale la riscossione dell’imposta viene effettuata al netto delle spese di gestione opportunamente documentate”. E il numero uno della Confcommercio professioni non si è limitato a questa riflessione. Anzi, al punto ha aggiunto l’auspicio che si possa concretizzare l’aggregazione “alla struttura fiscale tutti i realizzatori di servizi e produzione e far sì che l’imposta sia ripartita in pari misura tra le parti. L’imposta così calcolata, seppur inferiore a quella attuale, per la questione dei grandi numeri diventerebbe in questo modo considerevole. L’eventuale mancato introito per l’abbassamento dell’imponibile fiscale, determinato da spese documentate, mette in moto il sistema della circolazione della liquidità”.
L’unione dei professionisti – In ogni caso, come lo stesso Pantone ha avuto modo di ricordare, le idee messe nero su bianco dalle categorie professionali che hanno preso parte all’accordo sono state inserite in un documento la cui sottoscrizione verrà firmata dal Cup presieduto da Maurizio De Tilla, dall’Ordine degli Avvocati e dall’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta. “Vorremmo dunque non solo una rivoluzione filosofica della materia che consentirebbe equità di esposizione e certezza del diritto, ma la consapevolezza di aver contribuito nella corretta misura alla spesa pubblica”, ha concluso Pantone.