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di Annalisa De Vivo
Dottore Commercialista, Salerno - Ricercatrice Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Area Giuridica
Maria Adele Morelli
Ricercatrice Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Area Giuridica
Debora Pompilio
Ricercatrice Fondazione Nazionale dei Commercialisti, Area Giuridica
Con l’entrata in vigore della Legge 22 maggio 2015 n. 68, in materia di riforma dei reati ambientali, sono state introdotte nell’ordinamento nazionale nuove fattispecie delittuose, con l'obiettivo di migliorare il livello di tutela della salute e dei beni naturali.
Dal compimento degli illeciti ambientali discende anche la responsabilità dell’ente nell’interesse o a vantaggio del quale il reato sia stato commesso, ai sensi del d.lgs. 231/2001. E con riferimento ai modelli organizzativi previsti da tale provvedimento, l’inserimento delle nuove fattispecie ambientali rende necessario l’aggiornamento dei protocolli già esistenti e impone - agli enti che non li abbiano ancora adottati - una nuova riflessione sulla compliance alla normativa 231.
In tale contesto il commercialista, in quanto professionista economico-giuridico, assume evidentemente un ruolo centrale, dal momento che le sue competenze risultano indispensabili all’ente sia nella fase di adozione del modello organizzativo - quale consulente in grado di contribuire alla sua corretta implementazione nel sistema aziendale - sia nella fase successiva, in qualità di componente dell’organismo incaricato della vigilanza sul corretto funzionamento e sull’osservanza dello stesso.