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Il Comitato scientifico - Nei giorni scorsi si è insediato il Comitato scientifico appositamente costituito dalla Fondazione nazionale dei commercialisti che avrà il compito di mettere a punto le linee guida di categoria per la costruzione dei modelli organizzativi per la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, ai sensi del D.Lgs. 231/01 e successive modifiche e integrazioni. Sul punto, si ricorda che ha tale decreto è riconducibile l’introduzione nel nostro ordinamento di un “regime di responsabilità a carico degli enti per la commissione di una serie di reati specificatamente indicati dal Legislatore da parte dei vertici o dei dipendenti, con conseguenze rilevanti anche sugli stessi enti, soggetti a sanzioni interdittive e amministrative pecuniarie molto onerose. L’ente non risponde, tuttavia, se dimostra di aver rispettato le condizioni poste dalla legge e, in particolare, di aver adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo idoneo a prevenire la commissione di reati della stessa specie di quello verificatosi”, spiega una nota ufficiale.
La squadra di lavoro – Questa squadra di esperti sarà presieduta da Ugo Pollice, componente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili con delega alla consulenza direzionale e organizzazione aziendale. Gli altri membri del Comitato sono Giovanni Fabio Aiello, Marcella Caradonna, Luigi Carunchio e Michele Furlanetto, con la collaborazione dei ricercatori della Fondazione Annalisa De Vivo e Roberto De Luca.
Il focus del presidente - Sul punto è intervenuto il presidente della Fondazione nazionale dei commercialisti, Giorgio Sganga, che ha illustrato le ragioni che hanno portato al Fondazione a dar vita a questo Comitato. “La decisione di procedere ad affrontare in modo organico questi temi nasce dall’esigenza di offrire una risposta di categoria alle istanze dei molti colleghi che sono impegnati in questa area sia come consulenti, sia come componenti di collegi sindacali e di organismi di vigilanza, sia infine come consulenti tecnici del PM nella valutazione di idoneità dei modelli 231. È del resto anche evidente che, pur non essendo un obbligo normativo, lo sviluppo di modelli organizzativi sta diventando sempre più una scelta indispensabile per offrire garanzie di trasparenza ed affidabilità ai differenti stakeholders nazionali ed internazionali. I commercialisti, infatti, per il background che li caratterizza, sono i referenti principali per tutti coloro che direttamente o indirettamente si trovano a dover affrontare le molte tematiche che il D.lgs.231/01, con le successive modifiche ed integrazioni, ha trattato”. Il Comitato scientifico si presenta come il primo tassello di un progetto molto più ampio e complesso dal quale verrà preso a galla anche “una struttura dedicata alla attestazione della coerenza alle linee guida redatte dal Comitato dei modelli introdotti nei differenti enti con la creazione, anche, di specifici percorsi formativi per auditors”, ha concluso Sganga.