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Si è tenuta ieri, a Roma, l’Assemblea nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, la quarta della Categoria. L’incontro veste i colori italiani: l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia si festeggiano anche qui. D’altronde, lo slogan dei commercialisti è “utili al Paese”. Anche il parterre è d’eccezione. Tra i tanti, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Ci sono i politici dei diversi schieramenti, che sono venuti ad ascoltare e fornire un loro contributo da osservatori esterni. E poi, ci sono loro, i commercialisti.
È stato un anno impegnativo per la Categoria, molti cambiamenti sono in corso e, purtroppo, non tutti migliorativi. Per questo serve il confronto con le istituzioni e tra gli stessi commercialisti. A fornire la traccia degli argomenti è il Presidente del Consiglio Nazionale, Claudio Siciliotti, nella sua relazione. Si parte dal bilancio dello Stato che potrebbe, nel giro di poco tempo, superare la soglia psicologica dei 2.000 miliardi di euro senza contare che: “il pareggio di bilancio che si propone il Governo nel 2014 – dice Siciliotti – è una vera mission impossibile, servirebbe una manovra di oltre 40 miliardi”. Si arriva poi a parlare di contenimento della spesa pubblica. Solo così, infatti, si può evitare l’aumento della pressione fiscale. O meglio, della “oppressione fiscale” (pari al 42,39% che diventa 51,63% se si depura il Pil della componente dell’economia sommersa) come dichiara lo stesso Siciliotti. Perché l’intento è spesso fare cassa e non lottare contro l’evasione. Il che si traduce in oneri per i commercialisti. “Quello che uccide il sistema e uccide due volte i professionisti che, con propria organizzazione di mezzi, vi lavorano – sottolinea il Presidente CNDCEC – è la complessità inutile e ridondante, di cui il nostro fisco è pieno”. Parlare con l’Agenzia delle Entrate è – per sua stessa ammissione – piuttosto difficile: da gennaio il dialogo si è praticamente interrotto e con esso la possibilità di collaborare e migliorare la situazione. L’appuntamento più temuto è quello del primo luglio quando entrerà in vigore l’accertamento esecutivo.
Anche sul fronte mediazione, “riforma che – secondo Alfano – non si sarebbe fatta senza la collaborazione dei commercialisti” sarà ridimensionata: il ministro della Giustizia conferma l’obbligatorietà dell’istituto, ma annuncia l’inclusione degli avvocati. Affermazione che suscita perplessità in platea per una “riforma che viene riformata” dopo due mesi dall’entrata in vigore. Alfano ne approfitta anche per annunciare un decreto per intensificare lo snellimento degli arretrati della giustizia civile.
Va meglio il dialogo con il ministro della Gioventù: "con Tremonti stiamo studiando forme di tassazione agevolata per l’avvio di imprese giovanili” afferma e promette la Meloni. Mentre il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero - uno che la professione la conosce essendo anch’egli commercialista - non porta nessuna novità in tema di registro dei revisori legali. Funzione che spetta naturalmente al commercialista ma che viene minacciatadal decreto 39 del 2010. Questo, rimandando molti aspetti della professione ai decreti attuativi, fornisce informazioni frammentarie e, talvolta contraddittorie. Il comportamento del legislatore sembra davvero poco comprensibile dato che si parla di una funzione che i commercialisti espletano con successo. Bisognerebbe farglielo notare.
Infine, la giustizia tributaria: più fondi, maggiore professionalità e formazione obbligatoria: sono i punti cardine della proposta di riforma a cui si affianca quella dell’introduzione del “giudice unico” per le controversie in primo grado di importo non superiore a 2.000 euro.
Insomma, molta carne alla brace in questa assemblea. I commercialisti in questi anni hanno lavorato sodo per la loro immagine, per accreditarsi come interlocutori con le istituzioni e il governo. Non sempre è facile e qualche sconfitta va messa in conto, ma senza dubbio sono riusciti nell’intento. È, però, già tempo di nuove sfide per far crescere ancora di più la Categoria, aiutandola a risolvere i problemi che i commercialisti incontrano nell’esercizio della professione così da essere in grado di fornire un servizio migliore anche alla società.