4 luglio 2014

I consumatori chiedono il Pos

Autore: Redazione Fiscal Focus

Le nuove norme che obbligano professionisti ed imprese ad accettare i pagamenti con carta di debito sono ormai in vigore dal 30 giugno ma le proteste non si placano.

Anche nel mondo politico aumentano i dissensi sulla nuova misura e Confcommercio chiede un urgente intervento di Governo per rivedere le soglie di fatturato che fanno scattare i nuovi obblighi, ma, soprattutto, per ridurre i costi connessi a questo nuovo strumento.

Se è infatti innegabile che dalla limitazione all’uso del contante a dalla promozione di strumenti di pagamento elettronici si possano avere effetti soltanto positivi non solo per l’intera economia, ma anche per gli stessi imprenditori, che vedono ridotti così tutti i rischi connessi all’uso del contante, i costi sono tuttavia ancora troppo alti per pretendere che i cittadini accolgano di buon grado le nuove disposizioni.

Si è parlato, negli ultimi giorni, addirittura della possibilità di consentire la detrazione fiscale dei costi connessi all’utilizzo del Pos, ma la proposta è rimasta isolata, e, per ora, nessuna novità è prevista in tal senso.

Risulta quindi necessario trovare una soluzione al problema, soprattutto in considerazione del fatto che, dall’altro lato, i consumatori mostrano un ampio interesse alla corretta applicazione delle nuove disposizioni.

Anche il nuovo direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ha richiesto al Governo un intervento volto alla previsione di specifiche sanzioni per imprese e professionisti che non installano il Pos.

Le conseguenze del mancato rispetto dell’obbligo - L’entrata in vigore del nuovo obbligo è stata sicuramente sottovalutata dagli operatori. La mancata previsione delle sanzioni ha infatti indotto professionisti ed imprese a ritenere la norma come inesistente, facendola confluire nel novero di quegli adempimenti inutili che sono stati in alcuni casi introdotti nel nostro Ordinamento.

Tuttavia c’è un dato da tenere a mente: lo strumento di pagamento è un aspetto che prima che nei rapporti Stato-imprenditore ha rilevanza nel fondamentale rapporto cliente-fornitore.

In primo luogo, quindi, non accettare i pagamenti con carte di debito potrebbe apparire al cliente come un aspetto negativo, tale da incoraggiarlo a rivolgersi, in futuro, ad un altro fornitore.
Ma non è solo in termini di vantaggio competitivo che si gioca la partita.
Il Codacons, addirittura, ha invitato tutti i consumatori ''a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che in barba alla legge non si sono muniti di apposito Pos, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto".
Una presa di posizione sicuramente pesante, e che non tiene conto delle difficoltà attuali per le imprese e i professionisti, ma che rispecchia le esigenze dei consumatori, che vedono nella nuova disposizione una notevole facilitazione nei pagamenti.

La strada migliore è quindi quella che va nella progressiva riduzione degli oneri in capo alle imprese, affinché le stesse possano correttamente rispondere ai bisogni dei consumatori.

La mora del creditore - Un altro aspetto al quale non è stata data la giusta rilevanza è appunto quello che attiene alla mora del creditore.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in precedenti interventi, il Consiglio Nazionale Forense, seguito dalla Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, hanno ritenuto l’obbligo Pos come un semplice onere e non un obbligo giuridico.

Tale interpretazione è stata confermata anche dal Ministero dell'Economia e finanze, che pertanto, non ha correlato all’obbligo Pos alcuna sanzione, ma ha chiarito che, nel caso in cui il cliente volesse effettuare un pagamento con carta di debito e l’imprenditore non potesse accettarlo si determinerebbe la mora del creditore, ai sensi dell’art. 1226 del Codice Civile.

In linea di massima, la mora del creditore impedisce a quest’ultimo di richiedere il pagamento degli interessi nel caso di tardivo pagamento, ma non si deve dimenticare che, sempre la stessa fattispecie, consente anche al debitore di chiedere il rimborso delle eventuali spese sostenute per effettuare il pagamento.

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