27 marzo 2013

I professionisti chiedono sgravio fiscale per PMI

Calderone: ridurre costo del lavoro, saldare i debiti con le PMI e diminuire pressione fiscale
Autore: Redazione Fiscal Focus

Sgravare le imprese - Non ha cambiato opinione il leader delle professioni regolamentate, Marina Calderone, che nelle vesti di presidente del Cup ha ribadito quanto già sottolineato più volte durante la campagna elettorale: se vogliamo che le imprese crescano e l’economia si riprenda, allora si dovrà pensare a sostegni mirati e a un inevitabile sgravio fiscale a favore dei datori di lavoro. Non si può infatti pretendere che le realtà imprenditoriali, soprattutto quelle piccole e medie, affrontino la crisi senza che lo Stato porga loro una mano. E allo stesso tempo è impensabile che si incrementi l’occupazione con gli attuali costi del lavoro: ad oggi, per ogni dipendente assunto, l’imprenditore ha un carico fiscale immane che a volte è persino pari allo stipendio che deve ovviamente erogare al lavoratore. In realtà, non è che manchino le opportunità lavorative, piuttosto si potrebbe ben dire che ad essere assenti sono le capacità dell’impresa di mantenerle perché molti sono gli oneri tributari e contributivi. “Il prolungato periodo elettorale, che blocca di fatto l'intero Paese dalla fine del 2012, impedisce l'avvio di quella irrinviabile azione mirata al sostegno delle pmi. È infatti questa l'unica strada percorribile per uscire da questa stagnante situazione di crisi in cui l'Italia è finita – chiarisce Marina Calderone - Far ripartire la produttività e, conseguentemente, l'occupazione è la priorità delle priorità; ma al momento sembra quasi non essere un problema per la politica italiana alle prese con la quadratura dei conti sul fronte della composizione governativa”.

Le vere priorità
- Quindi senza un ben preciso sostegno al circuito produttivo, né l’economia né l’occupazione potranno rimettersi in moto. Pertanto Marina Calderone si rivolge proprio a chi, in questi giorni, è stato incaricato di formare la squadra esecutiva sottolineando che “il Paese non può attendere i risultati del toto governo per risollevarsi dalla situazione stagnante in cui si trova, ormai, da tempo. Necessario, quindi, dirigere tutti gli sforzi per un'azione mirata a sostegno delle pmi”. Il parere del presidente del Comitato unitario è quindi abbastanza chiaro, tant’è che afferma senza mezzi termini che per divenire economicamente competitivo ritrovando la stabilità economica il nostro Paese, più che di grandi opere come la TAV, ha maggiore necessità di un alleggerimento cospicuo della costo del lavoro, di un saldo più rapido dei crediti alle aziende e di un contenimento della pressione fiscale. "Sono chiarissime - continua - le priorità a chi conosce i problemi del Paese reale e delle famiglie. Spero lo siano anche per i decisori politici". A ciò il leader del Cup aggiunge che “le aziende, i lavoratori e le famiglie non possono attendere ulteriormente l'introduzione di misure utili allo sviluppo. Da parte del governo Monti, in carica solo per l'ordinanza amministrazione, vi è stata solo una bozza di provvedimento in tale direzione che mira a rendere immediatamente liquidi i crediti vantati dalle imprese nei confronti della P.a.; che però stenta a prendere forma concreta. Si tratterebbe di un provvedimento che va certamente nella giusta direzione. Nella confusione politica e istituzionale di questo periodo, non bisogna infatti dimenticare che imprese, lavoratori e famiglie versano nelle medesime condizioni in cui erano fino a prima delle elezioni; se non peggiori. Per questo - continua Marina Calderone - tutto ciò che può dare liquidità e risorse agli imprenditori va sottolineato con favore. Mi auguro che si concretizzi in tempi molto rapidi, con decorrenza immediata e non differita. La scommessa è creare un sistema strutturato e costante di regole che vanno nella direzione delle imprese. La priorità delle priorità per chiunque governerà il nostro Paese deve essere il rilancio dell'economia per far ripartire l'occupazione. Tutto il resto è molto importante, ma non ha il grado di priorità che ha il sostegno al mondo produttivo”.

Rapporto col territorio e condivisione di interessi - L’attuale scenario politico, con le sue incertezze per nulla lenite dal recente conferimento d’incarico, sono tra i temi che gli Ordini professionali hanno affrontato in occasione del meeting dei Cup territoriali piemontesi che si è svolto nei giorni scorsi a Torino. Le posizioni del presidente nazionale in merito alla politica, ma anche al riscoperto ruolo dei professionisti, sono condivise e sottoscritte da tutti i Cup del territorio, questo è quanto ha assicurato il coordinatore Claudio Geda. In aggiunta a ciò, dagli incontri torinesi è emersa la necessità di costituire una maggiore compattezza del Cup tra presidi locali e centro. Proprio a tal proposito è stata annunciata a breve l’assemblea nazionale dei Cup territoriali.

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