3 giugno 2013

I professionisti nel decreto pagamenti PA

Apertura sulla compensazione, anche se non totale, ai professionisti
Autore: Redazione Fiscal Focus

Verso la conversione in legge - Il decreto 35/2013 sullo sblocco dei debiti della PA continua il suo iter per la conversione in legge e dopo l’approvazione nella commissione bilancio del Senato è pronto per l’esame nell’assemblea di Palazzo Madama. Tra le modifiche più rilevanti che sono state apportate al testo, vi sono sanzioni alleggerite per gli enti che hanno sforato il patto di stabilità per pagare le imprese, l’estensione della certificazione e della ricognizione ai crediti vantati dai professionisti, e poi vi è la proroga fino al 31 dicembre della riscossione della Tares da parte di Equitalia. La principale novità riguarda la fase due e consentirà non solo di andare oltre i 40 miliardi mobilitati dal decreto, ma anche di svuotare l’intero plafond, dei crediti insoluti. La discussione del decreto in senato dovrà essere veloce, in quanto il 7 giugno prossimo scade il termine per la conversione in legge.

Certificazione dei crediti dei professionisti - I crediti dei professionisti verso le pubbliche amministrazioni potranno essere certificati e cosi utilizzati in compensazione per il pagamento delle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. Questo è quanto prevede il emendamento al disegno di legge di conversione del D.L. 35/2013 presentato in commissione bilancio al Senato. In pratica viene modificato il comma 3 dell’articolo 9 del D.L. 185/2008, norma che nella sua versione originaria, stabiliva che su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni forniture e appalti (e ora anche prestazioni professionali) le PA certificano se il relativo credito sia certo liquido ed esigibile. I crediti dei professionisti fino ad ora non potevano essere certificati, con l’aggravante che senza certificazione non ci poteva essere compensazione.

Apertura sulla compensazione - Senza questa apertura, i professionisti avrebbero fruito solo limitatamente dei benefici arrecati dal decreto che sblocca i debiti. Tra questi, l’obbligatorietà e l’automaticità del rilascio della certificazione dei crediti con l’apposizione della data di pagamento che un altro punto dell’emendamento presentato in discussione ha reso obbligatoria. Se tutto l’emendamento diventerà legge, verranno superati una serie di problemi nell’utilizzo del decreto “sblocca debiti” per i professionisti. La data presunta di pagamento ora da apporre obbligatoriamente in sede di comunicazione, consentirà l’utilizzo a pieno della norma contenuta dell’articolo 28 quarter del D.P.R. 602/73 (sulla compensazione dei crediti certificati con le somme iscritti a ruolo) e anche del successivo comma 28 quinquies introdotto dal D.L. 35/13 per consentire le compensazioni anche con somme dovute a seguito dell’utilizzo degli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.

Equiparazione non totale - Sul punto si segnala che il dato letterale della norma consente l’utilizzo per quest’ultima compensazione dei soli crediti per somministrazioni, forniture e appalti e non anche per quelli per le prestazioni professionali (in pratica l’equiparazione dei debiti dei professionisti con quelli delle aziende rischia di non essere totale ai fini delle compensazioni, anche se pare ci sia la volontà di rimettere subito mano all’emendamento).

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