5 dicembre 2015

I reati ambientali e la responsabilità degli enti

Autore: ESTER ANNETTA

In risposta all’esigenza sempre più diffusa di offrire un’efficace tutela alla protezione della salute e dei beni naturali, il legislatore italiano si è mosso nella direzione di definire e sanzionare i cosiddetti “ecoreati”, introducendo nel codice penale – con la Legge 22 maggio 2015, n. 68 - un nuovo titolo dedicato ai “Delitti contro l’ambiente” (Libro II, Titolo VI-bis, artt. 452-bis-452-terdecies), all'interno del quale sono previste le nuove fattispecie di: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico ed abbandono di materiale radioattivo, impedimento di controllo, omessa bonifica.


Quelle che, dunque, erano prima considerate semplici con­trav­ven­zioni sono state promosse al rango di veri e propri reati, con conseguente previsione di strumenti sanzionatori che vanno dalle pene detentive alla confisca, oltre al ripristino dello stato dei luoghi e – come pena accessoria - l’incapacità di contrattare con la P.A.


Le nuove previsioni, unitamente a quelle contenute nella Legge 27 maggio 2015 n. 69 che ha introdotto “Modifiche alle disposizioni sulla responsabilità amministrativa degli enti in relazione ai reati societari”, hanno inciso sulla configurazione dei cosiddetti “reati- presupposto”, quelli cioè atti a far scattare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, di cui al decreto legislativo 231/01, che è stato conseguentemente modificato.


Ciò ha dunque reso necessario che le aziende che hanno implementato il sistema 231, adottando e attuando il modello di organizzazione, gestione e controllo previsto da tale decreto, nominando l’Organismo di Vigilanza e attuando tutti gli adempimenti che tale regime normativo prevede, valutassero attentamente l’opportunità di aggiornare tempestivamente e adeguatamente i propri modelli organizzativi alla luce dei novellati reati-presupposto.


In tale quadro, il commercialista appare di certo come professionista competente idoneo a supportare l’azienda sia nelle scelte del modello organizzativo da adottare sia nella realizzazione del suo corretto funzionamento.

E’ quanto delineato e posto in rilievo dal volume “I reati ambientali e la responsabilità degli enti” di Annalisa De Vivo – Commercialista-, Maria Adele Morelli e Debora Pompilio, tutte Ricercatrici della Fondazione Nazionale dei Commercialisti, che ne ha curato l’edizione, e che sarà tra gli altri volumi presentati al Forum “La rete delle conoscenze” del prossimo 15 dicembre a Roma.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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