8 settembre 2016

IL CNDCEC CHIEDE LA PROROGA DEL TERMINE PER L’ASSEGNAZIONE DEI BENI AI SOCI

Autore: ESTER ANNETTA

L’art. 1, commi da 115 a 120, della Legge del 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), com’è noto, ha introdotto la previsione di un regime impositivo agevolato per tutte le società – tanto di persone che di capitali, nonché per quelle semplici derivate dalla loro trasformazione, - che, sussistendo determinate condizioni, entro il 30 settembre 2016 assegnino o cedano ai soci beni immobili o mobili registrati non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa.

La norma - introdotta nel testo finale della Legge di stabilità anche grazie al forte impulso dei Commercialisti, autori di un documento presentato al tavolo tecnico predisposto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in occasione della redazione della stessa, oltre che di un successivo studio redatto dalla Commissione per lo Studio dei Principi Contabili Nazionali del CNDCEC lo scorso marzo – sconta il difetto di non aver ricevuto, ad opera dei soggetti competenti, adeguate specifiche e chiarimenti su alcuni aspetti ritenuti essenziali per la valutazione della convenienza dell’operazione contemplata. Peraltro, solo nello scorso mese di giugno, con uno stacco temporale notevole rispetto all’approvazione della Legge di Stabilità, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni operative, tuttavia ritenute non esaustive.

Approssimandosi la data del 30 settembre prevista dalla norma per procedere all’assegnazione agevolata, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha, pertanto, chiesto la proroga del detto termine, in attesa che le indicazioni ancora occorrenti vengano fornite.

La necessità della proroga si rende imprescindibile affinché vi sia una larga adesione all’operazione prevista dalla norma, tenendo altresì conto dell’importante gettito erariale che essa consentirebbe e del pregiudizio che, viceversa, il suo insuccesso arrecherebbe ai conti dello Stato: è quanto ha dichiarato il Presidente Gerardo Longobardi, sottolineando il peso che pure per il CNDCEC vorrebbe significare la riuscita dell’intervento di cui, in parte, vanta la paternità.

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