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Stp in stallo - Come si ripete da un bel po’ di tempo, il decreto sulle società tra professionisti è già stato redatto. Oggi ne abbiamo la conferma: il testo è pronto e in attesa delle firme dei due ministri competenti, Corrado Passera e Paola Severino. Purtroppo però il provvedimento rischia di passare in sordina, in quanto la squadra esecutiva non sembra interessata ad accelerare i tempi. In ogni caso, qualora qualcosa si sbloccasse, il D.P.R. andrebbe di filato al vaglio della Corte dei Conti e poi, dopo l’esito positivo, finalmente in Gazzetta Ufficiale. Dal punto di vista tecnico, non si capisce perché si sia arrivati a una siffatta situazione di stallo, anche perché a un’analisi attenta il testo non sembra presentare alcun impedimento. La realtà è che probabilmente gli ostacoli sono di natura politica, in quanto le diverse modifiche segnalate dal Consiglio di Stato sono state approvate dal governo e inserite nel testo.
I punti – Entrando nel merito, alla luce delle suddette modifiche richieste dall’organo consultivo della squadra di governo, il testo stabilisce che vi siano dei modelli societari basati su requisiti di massima trasparenza per quel che concerne i soci, a prescindere che si tratti di professionisti o investitori. Il Consiglio di Stato ha inoltre preteso che si inserisse nel decreto il principio di incompatibilità qualora un socio volesse partecipare a più società, allo stesso tempo dovrà essere valutato un sistema disciplinare che sia direttamente proporzionale ai settori operativi dei diversi soci. In merito poi agli obblighi di informazione, l’organo consultivo del governo ha precisato che questi dovranno essere improntati alla massima chiarezza col cliente, il quale avrà il diritto di scegliere a quale dei professionisti soci affidare l’incarico avendo altresì diritto a consultare l’elenco dei soci professionisti e quello dei soci di capitale. In virtù di questo discorso sulla trasparenza, le società tra professionisti avranno l’obbligo di notificare eventuali condanne dei soci investitori che, a loro volta, saranno chiamati a dimostrare di essere in possesso di requisiti “particolarmente selettivi di moralità e onorabilità”.
I dubbi e opportunità – Oltre all’incognita per quel che concerne l’emanazione, un altro dubbio riecheggia nel fronte delle categorie professionali. Il punto concerne la questione dell’iscrizione a un Ordine da parte delle stp multidisciplinari. Il fatto è che, fino a qualche mese fa, un tale provvedimento era stato giudicato dai professionisti alla stregua di un temibile problema, mentre ora esso è atteso come opportunità, pertanto il chiarimento di legittimi dubbi risulta oramai improcrastinabile. In particolare, i commercialisti che all’inizio avevano visto la norma come un duro colpo ai danni dell’autonomia professionale, sono ora giunti alla conclusione che, con le ultime modifiche, il testo possa esser letto come occasione effettiva di slancio della professione. Secondo la categoria, si è certamente al cospetto di una delle future dimensioni del lavoro professionale, pertanto sarà necessario progettare un apposito iter di formazione per gli iscritti. Ma ora tutto è fermo, perché senza un’approvazione ufficiale non si può programmare nulla.