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“Rendiamo il facile, difficile, attraverso l’inutile”. Questo mi viene da pensare alla scadenza del 30 giugno, quando scatterà l'obbligo di accettare pagamenti con carte di debito.
Il costrutto normativo previsto dal Dl 179/2012 ha lo scopo di rafforzare l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili nell'attuazione dell'Agenda digitale. La lotta all’evasione parrebbe passare, quindi, anche dai Pos.
“L’obiettivo è quello della lotta all’evasione, che la nostra categoria condivide e supporta - dichiara il neo Presidente Nazionale UNAGRACO, Giuseppe Diretto – mi pare giusto evidenziare che noi Commercialisti, da anni, rappresentiamo un fronte contro l’evasione. Basti pensare alle norme sull’antiriciclaggio e a tutte le responsabilità che a vario titolo ricadono ad oggi sui nostri studi”.
“La nostra professione – continua Diretto – si è molto evoluta e nel tempo siamo diventati i garanti ideali del rispetto della normativa fiscale. Per questi motivi, non possiamo che opporci con fermezza a questo ulteriore strumento che il legislatore ha individuato per perseguire la lotta al cosiddetto 'nero'”.
L’evasione non si combatte con il POS. Obbligo che ricordiamo riguarderà non solo i Professionisti ma anche artigiani e commercianti. L’evasione si combatte attuando una politica di esame analitica delle posizioni individuali, ma coerente con le realtà produttive.
Il POS è una “mezza misura” e come tale non funge allo scopo per cui è stata concepita.
L’introduzione dei Pos premia soltanto gli istituti bancari che fra commissioni, costi di installazione, costi di chiamata e canoni diverranno soci dei nostri Studi.
La misura è colma. Come categoria siamo da anni investiti di compiti e responsabilità al solo fine di snellire la macchina dello Stato. La semplificazione di cui da anni si parla è stata realizzata a danno economico dei nostri Studi, fra l’altro privati di recente anche dei risibili e simbolici rimborsi sulle trasmissioni telematiche.
Il nostro “NO” al POS è quindi fermo e deciso.
Siamo pronti a rafforzare la collaborazione con gli Uffici nel contrasto all’evasione ma ci aspettiamo che, a breve, le intuizioni del legislatore passino attraverso un tavolo di concertazione che veda noi Professionisti parte attiva.
È giunto il momento che le nostre competenze e la nostra presenza sul territorio assumano un riconoscimento istituzionale.
“Speriamo in un solerte intervento governativo – sollecita, infine, Diretto – quanto meno prorogando la scadenza del 30 giugno. L’UNAGRACO, in questo scenario, non rimarrà assolutamente inerte, ma si adopererà, al fine di garantire ai propri iscritti un alleggerimento sui già tanti e gravosi obblighi”.
“Appare necessario - dichiara Vincenzo Ficarella dell’UNAGRACO BARI - apportare correttivi all’introduzione dell’obbligo della moneta elettronica, quali ad esempio l’innalzamento dell’importo minimo e la previsione di una gradualità nell’applicazione del decreto, con l’esclusione dei soggetti a basso margine di redditività. Inoltre, andrebbe studiata una soluzione che favorisca la diffusione della moneta elettronica, incentivando i professionisti ad aumentare trasparenza e tracciabilità dei pagamenti con agevolazioni, non certamente limitandosi ad emettere Decreti del tutto privi di logica e non curanti della ormai evidente crisi economica che ha colpito l’intero paese”.