4 dicembre 2014

Imu Comuni montani. Ungdcec sdegnata

Ancora non si vedono i decreti attuativi, ma arriva il comunicato che li annuncia.
Autore: Redazione Fiscal Focus

La vana attesa - Otto mesi fa veniva messo a punto il decreto legge n. 66/2014 conosciuto generalmente con l’appellativo di ‘Decreto Irpef’ in quanto conteneva la famosa norma che ‘aggiungeva’ gli ottanta euro in busta paga. Quel medesimo provvedimento portava con sé molte altre novità, tra le quali le modifiche alle regole di esenzione IMU per i comuni montani. Tali modifiche, ai fini della relativa attuazione, venivano affidate a un provvedimento interministeriale che avrebbe dovuto vedere la luce entro novanta giorni dalla pubblicazione della legge di conversione del suddetto decreto. Deadline, questa, già scaduta lo scorso 22 settembre 2014 senza che alcun provvedimento attuativo sia stato emanato.

Il recente comunicato stampa - Proprio in questa settimana, con più di settanta giorni di ritardo e meno di due settimane alla scadenza dell’ultimo saldo Imu prevista per il prossimo 16 dicembre, veniamo scossi da un comunicato stampa a mezzo del quale il governo ci informa che ben presto verrà pubblicato il decreto in merito all’esenzione totale dall’Imu ai Comuni con altitudine superiore ai 600 metri sui livelli del mare, limitandola ai coltivatori diretti e I.A.P., per altitudini comprese fra i 281 e i 600 metri. Vale a dire, quel provvedimento che sarebbe dovuto arrivare entro il 22 settembre. In base alle nuove direttive, i contribuenti sono tenuti a selezionare l'elenco dei Comuni interessati dalla modifica da una specifica sezione del sito Istat. Insomma, parafrasando l’indignazione dell’Ungdcec, siamo innanzi a un Fisco ‘fai da te’ in costante violazione dello Statuto del contribuente.

Il punto dell’Ungdcec - E la citazione della sigla sindacale presieduta da Fazio Segantini non è un caso, in quanto finora è stata probabilmente l’unica voce di categoria a levarsi con sdegno contro un siffatto modo d’agire. “È davvero inaccettabile che l'art. 3 dello stesso decreto richiami l'art. 10 dello Statuto, ispirato dal principio della collaborazione e della buona fede tra contribuente e Amministrazione Finanziaria. Il percorso che ha condotto all'emanazione, last minute, del provvedimento Imu, è palesemente in antitesi con qualsiasi ipotesi di "collaborazione e buona fede", la cui sterile proclamazione è ormai all'ordine del giorno! A questo punto, è retorico chiedersi chi si farà carico di gestire questo ritardo! Dopo la girandola di scadenze e adempimenti del 2014, soprattutto in materia di imposizione locale, cosa sarà mai, per noi Dottori Commercialisti, gestire, in tempo record, il calcolo dell'Imu per tutti quei Comuni che da esenti, totali o parziali, diventeranno imponibili? Cosa sarà mai dover comunicare, a ridosso del pagamento, a proprietari di terreni che non hanno mai versato né Ici né Imu, che le regole sono cambiate otto mesi fa, ma le istruzioni sono dell'ultima ora! Ancora una volta le conseguenze negative della decretazione e dei provvedimenti d’urgenza sono a carico dei Dottori Commercialisti!”, dichiara la sigla. L’auspicio dell’Unione è che presto vengano adottati appositi correttivi al fine di salvaguardare contribuenti e rispettivi consulenti dagli effetti negativi (sanzioni) derivanti dai ritardi dell'Amministrazione Finanziaria. “Non ci si aspetta una proroga di 70 giorni, pari al ritardo di pubblicazione del provvedimento, non chiediamo tanto!! Ci si accontenterebbe del rispetto dei 60 giorni previsti dall'art.3 dello Statuto del Contribuente!”, conclude l’Unione in una nota.

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