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Decisione assurda - Il pagamento dell’Imu sui terreni montani si accinge a essere prorogato. Molte sono le indiscrezioni in tal senso e dalla categoria diverse voci hanno gridato il proprio sdegno. Tra questi cori di insoddisfazione emerge la posizione dell’Associazione nazionale dei commercialisti guidata da Marco Cuchel. È infatti lo stesso presidente a prendere la parola dichiarando l’assurdità di questa ennesima proroga a ridosso della scadenza, quando il tempo vi sarebbe stato considerato che il decreto attuativo avrebbe dovuto veder la luce entro lo scorso 22 settembre. “È assurdo che questo provvedimento interministeriale, in attuazione del decreto 66/2014, sia stato emanato, sebbene non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, praticamente a ridosso della scadenza fiscale interessata, determinando, ancora una volta, pesanti disagi che si ripercuotono inevitabilmente sui contribuenti e sui professionisti economici”, tuona Cuchel.
Statuto del Contribuente – Come diverse tra le ultime disposizioni in materia fiscale, anche la proroga dell’Imu territori montani va a calpestare quello Statuto del Contribuente che invece avrebbe dovuto tutelare tutti i cittadini chiamati al versamento dei tributi. L’attuale governo, così come gli altri che lo hanno preceduto, sembra ignorare la legge. “Nel nostro Paese lo Statuto del Contribuente continua ad essere troppe volte disatteso, un atteggiamento che l’ANC non si stancherà di denunciare. Anche in questa occasione se solo il Legislatore si fosse preoccupato semplicemente di osservare l’articolo 3 comma 2 dello Statuto del Contribuente secondo il quale ‘In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti’ avremmo evitato di dover assistere a questo ennesimo pasticcio, le cui conseguenze ora si è costretti a subire, e al quale il Governo evidentemente è chiamato a porre rimedio - continua il presidente dell’ANC - Come professionisti non ne possiamo più di sentir parlare di slittamenti di scadenze e di proroghe, pretendiamo solamente che il nostro lavoro venga rispettato. Se la semplificazione di cui tanto si discute deve produrre situazioni come queste allora significa che c’è qualcosa di profondamente sbagliato sul quale è opportuno che le istituzioni riflettano seriamente”.
Le ragioni della proroga – In ogni caso, l’annunciata proroga non verrà introdotta al fine di permettere ai contribuenti di effettuare l’adempimento in tempo. La vera ragione infatti risiede nella necessità di riformulare i criteri volti a stabilire quali soggetti dovranno corrispondere l’imposta e quali ne saranno esentati. “È un’ipotesi questa che se corrispondesse al vero, sarebbe di una estrema gravità. In materia fiscale, infatti, il principio della certezza è un pilastro che, contrariamente a ciò che purtroppo molte volte accade, non dovrebbe mai venire meno. I professionisti, per permettere ai contribuenti assistiti di essere nella condizioni di rispettare la scadenza del 16 dicembre prossimo, hanno lavorato e continuano a farlo non senza difficoltà. L’idea che ora si possano rimettere in discussione contenuti normativi rispetto ai quali si è basato il lavoro dei professionisti, i quali hanno già determinato per i contribuenti assistiti l’ammontare dell’imposta da pagare, è destabilizzante e se trovasse concretezza sarebbe prova di un agire superficiale ed approssimativo da parte delle istituzioni. L’incertezza che regna sull’IMU terreni purtroppo non è l’unica. Rispetto, infatti, alle novità sulle dichiarazioni d’intento contenute nel decreto sulle semplificazioni, si attendono ancora dall’Agenzia delle Entrate le modalità operative. Poiché l’emanazione delle disposizioni per l’invio delle nuove dichiarazioni d’intento, da parte dell’Agenzia delle Entrate, è prevista entro il marzo 2015, mentre gli esportatori abituali saranno chiamati ad applicare la nuova normativa già dal 1°gennaio prossimo, non è così difficile immaginare che presto contribuenti e professionisti saranno alle prese con un nuovo caos”, conclude l’Anc.