Sul sito della Fondazione Nazionale dei Commercialisti è stato appena pubblicato il quarto numero dell’Informativa Periodica sull’Attività Internazionale realizzata da CNDCEC e FNC.
Il documento raccoglie le novità di maggior interesse per i commercialisti emerse nel mese di aprile in ambito europeo ed internazionale.
In premessa, esso ricorda due importanti appuntamenti tenutisi rispettivamente a Bruxelles ed a Sofia: il primo, svoltosi lo scorso 19 aprile, è stato il Forum Annuale Europeo dei Consulenti Fiscali della CFE, che si è imperniato sui temi della tassazione equa dell’economia digitale. Il Forum ha discusso, in particolare, le proposte della Commissione Europea presentate il 21 marzo scorso per la tassazione dell’economia digitale nel mercato unico, soffermandosi sulla raccomandazione di modificare gli accordi di doppia tassazione degli stati membri nei confronti dei paesi terzi. È stato inoltre esaminato l’Interim Report OCSE sulla Tassazione dell’Economia digitale, e le relative implicazioni dal punto di vista della tassazione diretta e indiretta.
L’altro appuntamento, tenutosi a fine aprile, ha invece riguardato l’incontro tra i Ministri delle finanze dei paesi UE diretto al confronto sul nuovo approccio alla tassazione societaria nel mercato unico e sulle sfide in ambito fiscale poste dall’economia digitale. In particolare, è emersa una proposta di riforma fiscale, formulata dalla Presidenza Bulgara, in considerazione dei recenti cambiamenti nel panorama fiscale internazionale, specie quello degli Stati Uniti.
Tra le novità segnalate dal documento si evidenziano:
- le proposte per la riforma del diritto societario in Europa formulate dalla Commissione Europea al fine di agevolare le imprese in caso di riorganizzazioni, fusioni, scissioni e trasferimenti all’interno dei paesi dell’UE nonché per prevenire le pratiche di elusione fiscale basate su accordi fittizi. Nello specifico, una prima proposta di “Direttiva trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere” prevede l’introduzione di nuove norme comuni volte a migliorare l’accessibilità transfrontaliera alle informazioni sulle società in modo da garantire una tassazione equa dei profitti generati. Inoltre, in ossequio al principio della libertà di stabilimento delle imprese, la direttiva persegue un duplice obiettivo: da un lato, consentire alle imprese, in particolare alle microimprese e alle piccole imprese, di effettuare trasformazioni transfrontaliere in modo ordinato, efficiente ed efficace, armonizzando la normativa degli Stati membri. Difatti, attualmente le società che intendono trasferire la sede legale a livello transfrontaliero devono basarsi sulle legislazioni degli Stati membri. Tali legislazioni, ove esistano, sono spesso incompatibili o difficili da conciliare tra loro. Inoltre, più della metà degli Stati membri non prevede norme specifiche che consentano trasformazioni transfrontaliere. Le PMI, in particolare, subiscono conseguenze negative poiché spesso non dispongono delle risorse necessarie ad espletare le procedure transfrontaliere attraverso metodi alternativi costosi e complicati. Dall’altro, proteggere il maggior numero di portatori di interessi, quali i lavoratori, i creditori e gli azionisti in modo adeguato e proporzionato. Difatti, ad oggi, per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, in mancanza di garanzie armonizzate per i loro diritti di partecipazione, le imprese potrebbero sfruttare una trasformazione transfrontaliera e la mancanza di adeguate garanzie relative ai diritti di partecipazione dei lavoratori per ridurre o eliminare il livello della partecipazione. Inoltre l’assenza di norme armonizzate può anche comportare un incremento del ricorso a società fittizie a fini fraudolenti, consentendo, ad esempio, nei casi più gravi, alle organizzazioni criminali di nascondere la titolarità effettiva delle società per riciclare i proventi di reato. Una seconda proposta è quella di una “Direttiva sull’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario”: essa presenta norme semplificate per consentire alle società di aprire filiali e presentare documenti in formato digitale in tutta l’Unione Europea. Secondo il principio ‘once-only’ (solo una volta) e in base alla normativa europea, le società non saranno più tenute a presentare gli stessi documenti nei diversi paesi UE. In tal modo verrebbe a realizzarsi anche una riduzione degli oneri per le imprese e dei relativi costi.
- La proposta di Direttiva della Commissione Europea per la protezione dei whistleblower formulata lo scorso 23 aprile ed ora al vaglio del Parlamento Europeo. Scopo di questa Direttiva è tutelare gli informatori (i cosiddetti “whistleblower”) che, con le loro segnalazioni, hanno consentito di portare alla luce attività illecite, in contrasto con la normativa di derivazione europea, in materia di appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, sicurezza dei prodotti, sicurezza dei trasporti, tutela ambientale, sicurezza nucleare, sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali, salute pubblica, protezione dei consumatori, tutela della vita privata, protezione dei dati e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, violazioni di norme UE sulla concorrenza, violazioni e abusi concernenti le norme in materia di imposta sulle società e danni causati alle finanze dell'UE. La Direttiva propone l’obbligo per le imprese con più di 50 dipendenti, o con un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro, di istituire una procedura interna per gestire le segnalazioni. La nuova normativa si dovrebbe applicare anche a tutte le amministrazioni statali e regionali e a tutti i comuni con più di 10.000 abitanti. Contiene inoltre disposizioni finalizzate a impedire ritorsioni nei confronti dell’informatore e la previsione, comunque, del diritto di difesa a favore dei soggetti segnalati.
- La proposta della Commissione di istituire nuove norme per la regolamentazione delle piattaforme online, al fine di creare un contesto imprenditoriale equo e trasparente che garantisca sicurezza alle piccole imprese che le utilizzano. Nella sostanza si tratterebbe: di aumentare la trasparenza da parte dei prestatori di servizi di intermediazione online (offrendo, quindi, condizioni che siano facilmente comprensibili e disponibili e stabilendo criteri generali che determinino l'ordine in cui i beni e i servizi sono classificati nei risultati di ricerca); di garantire una maggiore efficacia nella risoluzione delle controversie, mediante l’istituzione, presso i prestatori di servizi di intermediazione online, di un sistema interno per la gestione dei reclami, nonché l’elencazione, nelle loro condizioni di offerta, dei nominativi dei mediatori indipendenti e qualificati con cui intendono cooperare in buona fede per la risoluzione delle controversie; di istituire un osservatorio dell'UE per monitorare gli effetti delle nuove norme.
L’informativa riferisce poi sui rapporti pubblicati dall’OCSE con riferimento all’ambito fiscale (nello specifico, sulla tassazione dei risparmi e della ricchezza e sul cuneo fiscale) e ricorda, tra gli eventi in programma, l’appuntamento con il World Congress of Accountants – il Congresso Mondiale IFAC della professione contabile che si terrà a Sidney dal 5 all’8 novembre 2018.