21 dicembre 2016

L’INDIGNAZIONE DEGLI ORDINI ABRUZZESI

Con una lettera indirizzata a Massimo Miani, candidato Presidente del CNDCEC con la lista "Professione verso il futuro Qualità e partecipazione", i Presidenti degli Ordini di Vasto (Francesco Pietrocola), Pescara (Domenico Di Michele), Teramo (Alberto Davide), L’Aquila e Sulmona (Americo di Benedetto) ed Avezzano (Agostino Barbati) hanno formalizzato il loro disappunto per la gestione di potere, definita “borbonica”, con cui – disattendendo la volontà dei territori – è stata formulata (prima) e riformulata (poi) la predetta lista.

La missiva muove, difatti, una duplice contestazione: anzitutto, quella di una condotta che ha aggravato la - già di per sé difficile - scelta di Luigi Carunchio quale componente della lista con l’adozione di un metodo di ricerca del consenso in suo favore “che ha creato forti frizioni in alcuni degli Ordini“ abruzzesi; in secondo luogo, quella – rivolta direttamente a Miani – di averne successivamente sostituito la candidatura con quella della moglie, Valeria Giancola, violando “inaspettatamente ed in modo del tutto autonomo” l’accordo intercorso con gli Ordini. Tale scelta viene definita “totalmente non rappresentativa di un territorio violato da un metodo imposto ed assolutamente non condiviso”.

Nell’esprimere, pertanto, la delusione per un comportamento che si traduce in un ritorno “agli ancestrali diritti dinastici per via familiare e per di più senza discussione alcuna”, i Presidenti firmatari proclamano il loro “NO!” e, definendosi “istituzionalmente indignati, delusi umanamente e professionalmente non rispettati e considerati”, si dichiarano “liberi dal vincolo morale” di appoggiare la lista Miani, come in precedenza espresso.

All’indomani della diffusione della predetta missiva, è seguita la replica del candidato Presidente Massimo Miani, il quale - affidando le proprie dichiarazioni alla rivista Eutekne - ha commentato il difetto tempistico della stessa, poiché inviata “un mese e mezzo dopo la presentazione delle nuove liste ed appena venti giorni prima delle elezioni”, precisando altresì la “singolarità” che i suoi firmatari siano i Presidenti uscenti, ad eccezione del solo Presidente dell’Ordine di Vasto, in cui è iscritta la candidata della lista Longobardi, Patrizia Di Pietro.

Va, intanto, doverosamente precisato che, dei suindicati firmatari, anche il Presidente dell’Ordine di Teramo, Alberto Davide, risulta tra quelli uscenti e riconfermati; ma, ancora, a voler restare in ambito di “singolarità”, va pure sottolineato che, stando a quanto circolava negli ambienti di categoria, la squadra Miani ostentava fieramente il sostegno della Federazione degli Ordini d’Abruzzo e di altri Coordinamenti d’Ordini d’Italia, a nulla rilevando che, pure in quel caso, si trattasse di Ordini uscenti. Tra l’altro, giunge pure notizia in redazione che la sunnominata Valeria Giancola, moglie di Luigi Carunchio, sia stata membro della lista risultata perdente nella competizione per il rinnovo dell’Ordine di Pescara, (che ha visto vincitore Giancarlo Grosso).

In replica alle dichiarazioni di Miani è giunta nella serata di ieri una lettera aperta a tutti i colleghi a firma di Alberto Davide, “Presidente uscente ma anche confermato” (come precisa egli stesso, evidentemente a rimarcare quanto sfuggito nel testo pubblicato su Eutekne e già poc’anzi rilevato) dell’Ordine di Teramo.
Davide, spostando su un piano più generale il contrasto emerso dalla vicenda in questione, constata come la sostituzione del marito con la moglie nella candidatura nella lista Miani, senza la condivisione ed il coinvolgimento degli Ordini, “pone l’accento sul vero problema, metodo ed opportunità: non si tratta di vecchi e nuovi Presidenti e Consigli ma del messaggio che viene comunicato all’intera Categoria e non solo”.

Ciò che non va perso di vista è, difatti, il contenuto politico della sfida, che dovrebbe essere scevro da condizionamenti di qualunque tipo e da convenienze personali. Ed in proposito Davide rammenta come il suo Ordine, avendo primariamente espresso adesione (oggi, peraltro, revocata alla luce di quanto risulta dalla missiva dei Presidenti abruzzesi) a favore della lista Miani, non abbia coerentemente concesso la candidatura di un proprio membro nella lista avversaria, pur avendone ricevuto offerta.
“Non ci interessano” – si legge ancora nella missiva – “le mere “opportunità politiche” di convenienza che spesso, come abbiamo reiteratamente visto, portano ad abbandonare posizioni di coerenza a favore di vantaggi personali ed opportunismi che nulla hanno a che fare con gli interessi della Categoria”.

Le tanto bistrattate logiche della politica classica non possono essere mutuate anche dalla politica delle Categorie Professionali da cui, invece, - si legge nell’accorata chiosa finale – “dovrebbe partire un messaggio diverso per l’intero paese ed in particolare per il mondo giovanile”, che va tutelato nel concreto e non con le sole dichiarazioni d’intento.

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