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Il Governo con il D.Lgs 175/2014, entrato in vigore il 13.12.2014, promette da un lato semplificazioni di adempimenti tributari, dall’altro costringe alla corsa per la ricerca e lo studio dei “successivi provvedimenti attuativi” che l'Agenzia delle Entrate dovrà emanare per dirci materialmente cosa e come dovremo fare per usufruire delle annunciate semplificazioni. Il decreto in questione impegnerà, dunque, non poco i nostri studi in un approfondimento accademico delle misure di “semplificazione”, ma soprattutto in una ricerca affannosa proprio di quei provvedimenti attuativi che renderanno materialmente operative ed attuabili le misure annunciate.
Queste promesse e queste attese ci terrorizzano perché troppo spesso ci siamo visti costretti a rincorrere chiarimenti in montagne di circolari. Aumenta così la possibilità di commettere errori, frutto della frenesia e del caos normativo che non accenna a diminuire.
Neo per i professionisti ma soprattutto per i contribuenti nostri clienti, costretti ad attuare comportamenti frutto di intuizioni normative che ampio spazio lasciano all’errore.
In mezzo a tutto ciò, però, qualcosa di certo c'è: la punizione.
Il commercialista, infatti, oltre a dover subire un aggravio economico per l'innalzamento dei massimali minimi delle polizze assicurative obbligatorie è passibile di nuove e più pesanti sanzioni.
In tema di Certificazione Unica e di Modello precompilato il D.Lgs prevede infatti:
• ART.2, comma 1 - “Per ogni certificazione omessa, tardiva o errata si applica la sanzione di cento euro in deroga a quanto previsto dall'articolo 12, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.”
• ART.6, comma 1, l.a) “..i soggetti indicati nell'articolo 35 sono tenuti nei confronti dello Stato o del diverso ente impositore al pagamento di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente ai sensi dell'articolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600”
Anche questo Decreto Legislativo è l'occasione per ribadire la nostra richiesta di maggiore CHIAREZZA, TRASPARENZA, TEMPESTIVITA' ed invocare la necessità della CERTEZZA DEL DIRITTO.
“Ancora una volta la nostra categoria è stata tenuta fuori dal tavolo di concertazione che ha portato a questo decreto. L’ennesima occasione persa per agevolare il nostro paese e la sua economia che da anni si trascina senza meta in attesa di una luce alla fine del tunnel”, spiega il numero uno di UNAGRACO Giuseppe Diretto, Presidente Nazionale, “Il patrimonio di competenze e di esperienza dei Commercialisti permetterebbe come un paracadute di attutire ed evitare la rovinosa caduta verticale dell’economia italiana ma questo non sembra interessare i tavoli tecnici. Il decreto semplificazioni rimischia le carte in gioco ma di fatto non prevede nessuna misura che con draconiana ispirazione rilanci le imprese del nostro Paese. Si è parlato molto della dichiarazione precompilata, annunciata come una svolta epocale ma che di fatto non aggiunge niente di nuovo e soprattutto non porta benefici a nessuno, di certo non alle imprese e ai professionisti chiamate le prime a riorganizzarsi in tempi brevissimi per le imminenti scadenze di febbraio (770) ed i secondi a trovare scampo fra le nuove e pesantissime sanzioni previste dal legislatore”
"Se il contribuente non contesta le determinazioni dell’Agenzia in termini di precompilato, allora non ha sanzioni né accertamenti. Ma se la stessa dichiarazione la fa trasmettere da un professionista la questione cambia. Il contribuente soggiace all’accertamento del fisco (anche se dovesse aggiungere un legittimo scontrino in più), il professionista si espone nei confronti dello Stato al risarcimento dell’imposta e al pagamento delle sanzioni”, continua il Presidente Diretto, “esiste un solo termine per definire questa prospettiva “Intimidazione”. Un tentativo di dirimere qualsiasi tentativo che induca il contribuente a far valere propri legittimi diritti come il riconoscimento di maggior oneri qualora la macchina dell’Agenzia abbia inavvertitamente omesso di considerarli. Intimidatorio risulta anche essere il deterrente dell’accertamento in capo al contribuente finalizzato a limitare il ricorso alla preparazione del Commercialista”.
Il segnale che emerge da questo decreto non incoraggia un dialogo con le Professioni. Siamo stati usati negli anni per fornire, gratuitamente, l’immensa banca dati che rappresenta il costrutto di tutto l’apparato accertativo italiano ed ora che ormai i Commercialisti non servono più, vengono messi in un angolo. Siamo diventati carne da macello per una struttura, quella dell’Agenzia, che non ci vuole più. Siamo l’ultimo avamposto che difende le imprese italiane da leggi incostituzionali, dall’abuso della valanga normativa, dall’incertezza interpretativa delle norme, dalla spropositata determinazione delle sanzioni, dalla disparità di mezzi fra contribuente e Stato.
a cura di:
Francesca Salemi, Consigliere nazionale UNAGRACO