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Tutto è predisposto: stasera ore 21.00 si terrà il tavolo programmatico organizzato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Un tavolo nel quale saranno discusse le possibili soluzioni ai problemi sollevati da una parte dell’avvocatura e relativi all’applicazione della mediazione civile e commerciale. Riforma che non è mai stata gradita dal mondo forense.
Perché lede diritto di difesa del cittadini. Perché presenta profili di incostituzionalità. Perché – a volerla dire tutta – intacca la professione dell’avvocato prevedendo una fase precedente a quella ordinaria, il tentativo di mediazione obbligatoria, in cui non è necessaria la presenza del legale.
L’appuntamento di stasera ha chiaramente lo scopo di rasserenare gli animi: troppa tensione tra ministero e avvocati. La legge sulla mediazione ha ignorato le critiche/suggerimenti dell’ordine forense che ha risposto con scioperi ad oltranza. C’è bisogno di sbloccare la situazione.
Per questo i rappresentanti dei legali arriveranno con una proposta “top secret”, pensata per sbrogliare l'impasse dovuto non solo e non tanto alla protesta di massa, ma soprattutto alla remissione alla Corte Costituzionale della legge istitutiva sulla mediazione.
Sicuramente il nodo del problema è l'obbligatorietà fissata per legge del tentativo di conciliazione, più ancora che alla mancanza, nelle norme, della riserva legale. La proposta, comunque, non sarà un tentativo di temporeggiare. È tempo di risolvere la questione una volte per tutte.
Resta invece sulle sue posizioni, Maurizio De Tilla, presidente dell’Organizzazione unitaria degli avvocati. “Avevo anticipato a Milano che non sarei andato a farmi prendere in giro per la quarta volta – ha detto il leader della protesta movimentista – e lo riconfermo. C'è poco da trattare, l'unica uscita possibile è l'abrogazione dell'obbligatorietà della conciliazione, incompatibile con la Costituzione e con le norme europee. O il ministro capisce e ammette di aver sbagliato, oppure sarà scontro sempre più duro”. Ed infatti l’Oua ha annunciato, ormai da qualche giorno, una nuova astensione per il 23 giugno prossimo. Per De Tilla non c’è spazio ad alcuna mediazione.