30 aprile 2013

Lavoro e occupazione nell’agenda di governo

Marina Calderone si rivolge direttamente al presidente del Consiglio.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Lavoro professionisti - Il nuovo governo, quello delle larghe intese, intrinsecamente politico e che in fondo accontenta tutte le parti, non può dimenticare né il mondo del lavoro né quello delle professioni. A ribadirlo è stata ieri Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e leader del Cup, che ha positivamente commentato il discorso del presidente Letta alla Camera. Già prima delle consultazioni elettorali dello scorso 24 febbraio, la Calderone era più volte intervenuta lanciando appelli e tracciando consigli utili per eventuali linee guida da seguire; ora, dopo poco più di due mesi, l’Italia ha finalmente il nuovo governo che, tra le altre fonti, può e deve prendere spunto anche dalle indicazioni dei professionisti, soprattutto se si tratta di personalità che toccano quotidianamente con mano le problematiche del settore lavoristico.

Il programma del governo Letta
– Prima di approfondire le linee espresse nella lettera, sarà opportuno sottolineare l’apprezzamento manifestato ieri dalla Calderone in riferimento al discorso pre-fiducia del nuovo presidente del Consiglio. “Non possiamo non sottolineare positivamente la netta presa di posizione in favore del lavoro da parte del Premier Enrico Letta. Abbiamo molto apprezzato nel Suo discorso programmatico i riferimenti ai primi interventi che il Governo intende affrontare. Rifinanziamento della Cassa Integrazione, riduzione del costo del lavoro, interventi in favore degli esodati, pagamenti dei debiti della p.a., riforma della burocrazia sono ciò che serve per dare spinta al mondo del lavoro facendo ripartire l'economia. In particolare, è importantissima l'ipotizzata svolta che disegna una politica per lo sviluppo, a fianco a quella del rigore. Lo sviluppo è momento non più rinviabile per le PMI. Ma anche il riferimento alla valorizzazione delle libere professioni quale risorsa dell'Italia, mette sul medesimo livello il lavoro subordinato e quello autonomo, come peraltro fa la nostra Carta Costituzionale. Gli Ordini Professionali sono sin d'ora disponibili a collaborare per dare il loro apporto ad una necessaria nuova fase del Paese".

Lavoro e occupazione - "La delicatissima situazione economica e le molte emergenze sociali richiedono che il Paese abbia al più presto un governo in grado di operare con determinazione le scelte necessarie per risolvere molte questioni non più differibili". Con queste parole il presidente dei consulenti del lavoro e di tutte le professioni ordinistiche si è rivolta, a mezzo di una missiva, al nuovo presidente del Consiglio, Enrico Letta. "La categoria che rappresento – continua Marina Calderone - offre assistenza ad un milione di piccole e medie imprese e a sette milioni di lavoratori. Questi numeri, uniti ad una approfondita conoscenza di tutte le dinamiche del mondo del lavoro, ci impongono di rappresentarle la necessità che nell'agenda del futuro governo, i temi del lavoro e della gestione delle crisi occupazionali, siano individuati come priorità assolute".

La fragilità del tessuto produttivo – Il tessuto produttivo diventa di giorno in giorno più fragile e il motivo di questa devastante situazione è da riscontrare nella graduale scomparsa delle linfa vitale che, in altri termini, coincide con le tante piccole realtà economiche. Si tratta infatti di esperienze produttive che stanno via via scomparendo, lasciando il vuoto, la debolezza economica e la crisi occupazionale. “Il nostro impegno – sottolinea la Calderone - è e sarà sempre a favore di politiche che possano ridare una speranza di lavoro a chi, oggi, è invece costretto a vivere auspicando di continuare a percepire un minimo sussidio di cassa integrazione con cui mantenere la famiglia".

Il lavoro è un diritto – Il lavoro deve tornare ad essere un diritto per tutti, siano essi imprenditori od operai. È quindi evidente che compito del nuovo governo sarà quello di intervenire affinché il terreno possa tornare all’originaria fertilità. “Perché ciò sia possibile, è indispensabile dare al ministero del Lavoro una guida autorevole e nel contempo tecnicamente adeguata alle molte emergenze che un tale dicastero è chiamato a gestire. I consulenti del lavoro non mancheranno di garantire il supporto tecnico e professionale al loro ministro vigilante e al governo, nella certezza che il Paese abbia oggi bisogno di poter fare affidamento sull'impegno disinteressato e convinto di tutti gli attori sociali e istituzionali”.

Le tematiche – Tenendo quindi presente simili punti, Marina Calderone coglie l’occasione per indicare gli ambiti operativi sui quali sarà opportuno un repentino intervento del nuovo team esecutivo. Le cosiddette ‘tematiche immediate’, secondo il leader di categoria, sono quindi: “Definizione di un complesso di norme speciali e straordinarie per la gestione delle politiche attive del lavoro, con particolare riguardo al collegamento con le politiche passive del lavoro e al coinvolgimento di attori pubblici e privati. Previsione dell'esenzione fiscale totale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani fino a 30 anni, disoccupati, cassintegrati o in mobilità per una durata di 5 anni. Previsione dell'esenzione contributiva totale per l’assunzione di soggetti esodati e riconoscimento di contribuzione figurativa fino al raggiungimento dell'età pensionabile. Avvio di piani specifici per l'occupazione femminile che diano impulso a norme già emanate ma carenti dei provvedimenti di attuazione. In materia di apprendistato, in generale va confermato l'impianto normativo del testo unico, ma va introdotta una definizione legale di formazione on the job. Da rimuovere invece i vincoli di stabilizzazione di legge, lasciando solo quelli previsti dai contratti. Revisione integrale della disciplina relativa alla responsabilità solidale delle imprese, del rito giudiziario introdotto dalla legge numero 92 del 2012 e della disciplina del documento unico di regolarità contributiva. Razionalizzazione dei contributi di finanziamento dell'Aspi con eliminazione del ticket licenziamento per le micro imprese. Su tutti i temi sopra elencati e sulle azioni da intraprendere siamo a sua completa disposizione per ogni eventuale necessità di integrazione degli stessi con ulteriori supporti di natura tecnica", conclude la lettera del presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.

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