30 giugno 2011

Manovra correttiva: stop ai professionisti-giudici

Nella Riforma della Giustizia Tributaria è contenuta l’esclusione a consulenti fiscali e a chi redige i bilanci dalle Commissioni Tributarie.

Autore: Redazione Fiscal Focus

Riforma della Giustizia e incompatibilità dei professionisti - Nella manovra correttiva viene stabilito che i consulenti fiscali, anche saltuari o occasionali, e chi detiene le scritture contabili e redige bilanci non potranno avere il ruolo di magistrato tributario. In sostanza l'esercizio della consulenza fiscale, così come l'iscrizione negli albi abilitati all'assistenza tecnica nel contenzioso tributario (commercialisti ed esperti contabili, avvocati e consulenti del lavoro, architetti, geometri ecc.) costituirà causa di incompatibilità con il ruolo di giudice tributario. Un’ulteriore rigida forme di incompatibilità non includerebbe i coniugi o conviventi del professionista e i parenti affini di primo grado. I professionisti-giudici che si trovano in stato di incompatibilità dovranno comunicare al Cpgt e alla Direzione giustizia tributaria del Df , entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra, la cessazione della causa ostativa, pena la decadenza.
La manovra introdurrà nel processo tributario il contributo unificato, una sorta di tassa di ingresso parametrata al valore della lite. Dal contributo il Governo conta di recuperare le risorse per garantire un premio di produttività ai giudici che smaltiranno in un anno almeno il 10% dell'arretrato così come per i giudici che smaltiranno velocemente i depositi nelle Commissioni provinciali. La riforma prevede diverse novità che vanno dall’ aumento del numero dei giudici, alla poltrona della presidenza del Cpgt che spetterà d’ufficio al primo presidente della Cassazione e infine le comunicazioni processuali potranno essere trasmesse tramite Pec.

Il contributo unificato per i processi tributari - la manovra prevede che i ricorsi presentati alle commissioni tributarie siano soggetti al contributo unificato. Quindi il valore delle lite sul quale calcolare l’importo da versare risulterà da una dichiarazione resa dalla parte a fine ricorso. Inoltre non ci sarà più l’imposta di bollo sui procedimenti tributari.

Compensi - la manovra ha anche stabilito l’assegnazione di una quota del gettito derivante dal contributo unificato agli uffici giudiziari che abbiano raggiunti obiettivi di produttività. Questa assegnazione verrà stabilita da un dpcm emanato sulla base dei dati comunicati dai Cpgt.

Cpgt - con la riforma della giustizia tributaria, a decorrere dal prossimo rinnovo dell’organo, il Cpgt diventerà il presidente della Corte di Cassazione. Anche la composizione dell’organo stessa ha subito modifiche, infatti i componenti eletti dai giudici tributari saranno 10 e 11 come prima. I vicepresidenti eletti dal Consiglio erano 2 ora sarà 1 che sarà scelto tra i quattro componenti eletti dal parlamento.

Nuovi giudici a concorso e la Pec - Per assicurare la presenza continua di giudici si è stabilito che entro due mesi dall’entrata in vigore della manovra, il Cgpt dovrà indire un concorso per 960 posti vacanti nelle commissioni tributarie. Ultima novità riguarda le comunicazioni processuali nel contenzioso tributario che potranno essere effettuate tramite posta elettronica certificata ma questo solo dopo all’entrata in vigore del decreto.

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