8 giugno 2012

Mediazione obbligatoria: un 2012 col botto

Il 72% delle controversie risolte solo nei primi quattro mesi dell’anno. Si pensa a una dimensione europea dell’istituto.
Autore: Redazione Fiscal Focus

L’istituto obbligatorio della mediazione - Come abbiamo visto nei giorni scorsi, il mese di giugno è stato dedicato dai commercialisti dell’ADR, in seno al Cndcec, alla mediazione gratuita per controversie che vertono su Rc auto, condominio successioni ereditarie, affitto di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari. “Con questa iniziativa – aveva commentato Felice Ruscetta, presidente di Adr Commercialisti e consigliere nazionale del Cndcec delegato alla materia – prosegue l’impegno dei commercialisti italiani per la diffusione di questo strumento alternativo per la risoluzione delle controversie. Un’attività dai risvolti sociali, visti i benefici che dalla definitiva affermazione della mediazione deriveranno non solo per i cittadini ma anche per le imprese, oggi pesantemente condizionate dalle intollerabili lungaggini della nostra giustizia civile”. E a ben vedere il periodo risulta particolarmente favorevole, poiché, in base alle stime, in aprile le iscrizioni all’istituto obbligatorio della mediazione sono stati 13.402 e in riferimento ai dieci mesi trascorsi dall’entrata in vigore sono stati 105.092.

La ricerca – La Direzione generale di statistica del Ministero della Giustizia ha recentemente diffuso i dati dell’indagine svolta con l’intento di individuare il grado di utilità dell’istituto della mediazione obbligatoria, sottolineando quanti utenti vi si siano rivolti dal giorno dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 28/2010 al 30 aprile 2012. Il rapporto è stato presentato il 6 giugno in seno al forum “Il giusto rapporto tra giurisdizione e mediazione: prima e dopo la direttiva europea” svoltosi presso la Corte d’appello di Milano. L’incontro è stato organizzato dall’ADR Center e aveva ottenuto il patrocinio dall’Unione europea.

Il carattere europeo - I partecipanti al forum sono stati d’accordo in maniera più che generale in merito alla possibilità di estendere l’istituto della mediazione obbligatoria a livello comunitario. A tal proposito, sarà necessario che tutti i Paesi Ue presentino “ un numero minimo di mediazioni all’anno, per contribuire in modo concreto e misurabile a facilitare l’accesso alla giustizia dei casi che più lo meritano”, ha sottolineato l’europarlamentare Arlene McCarthy, relatore della direttiva sull’istituto della mediazione. Inoltre, l’auspicio a una diffusione più estesa della mediazione obbligatoria implicherebbe anche la possibilità di incentivi che permettano di equilibrare i costi del ricorso della mediazione, tale è il parere di Ernesto Lupi, primo presidente della Corte di Cassazione. Al forum milanese Lupi ha sostenuto che “gli incentivi alla mediazione sono una componente essenziale di un modello di mediazione capace di produrre risultati apprezzabili”.

I dati – I risultati della ricerca presentata al convegno di Milano non depongono molto a favore degli ordini professionali, che sono al terzo posto nella classifica di preferenza degli utenti. In effetti, nel 51,4% dei casi i soggetti che hanno deciso di ricorrere alla mediazione obbligatoria in questi mesi di applicazione hanno chiesto il patrocinio di enti privati. Mentre nel 49,8% delle controversie inerenti la sfera d’azione di procedimenti mediativi sono stati risolti dalle camere di commercio. Per quel che concerne gli ordini, solo nel 34,5% dei casi sono stati interpellati dagli utenti. Inoltre, il 2012 risulta in pole position rispetto al 2011, in quanto nei soli primi quattro mesi dell’anno le controversie affidate all mediazione obbligatoria sono state il 72% e la parte restate si è spalmata nei nove mesi del 2011 per i quali l’istituto era in vigore.

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