24 luglio 2012

Mediazione obbligatoria: un anno di timidi progressi

Sul tema il mondo delle professioni appare, però, diviso.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le prime stime - La mediazione è uno dei temi che negli ultimi mesi ha alimentato non poche aspettative anche sul fronte dei commercialisti che, tramite la Fondazione ADR Commercialisti in seno al Consiglio nazionale, aveva proclamato il mese di giugno 2012 come periodo di consulenza gratuita al fine di sensibilizzare gli utenti nei confronti del nuovo istituto di conciliazione. Attualmente, a tirare le somme degli andamenti relativi a questi primi 14 mesi è stata la direzione generale di statistica del Dicastero guidato da Paola Severino. Secondo siffatta stima, i risultati possono dirsi timidi, ma tutto sommato soddisfacenti. Sono 125.561 le istanze di mediazione che sono state presentate tra il 21 marzo 2011 e la fine di maggio 2012; di queste hanno trovato una accordo positivo per entrambe le parti ben 14.000. Tali riscontri però non sono scevri di lacune, nel senso che il giovane istituto della mediazione ha comunque reso evidenti delle debolezze. In particolare, è risultato problematico il fatto che in almeno due casi su tre la controparte rifiuta di presentarsi innanzi al mediatore. A questo punto risulta più che mai necessaria una vera e propria politica di trasparenza e informazione che sottolinei l’utilità dell’istituto anche in termini di costi e di tempo. A ciò si aggiunge il fatto che generalmente si trova un approdo non contenzioso nel 50% dei casi e la percentuale di conciliazioni positive aumenta con il diminuire dell’importo conteso, ad esempio per le liti con importo inferiore ai mille euro si risolve la contesa nel 64,6% dei casi.

La posizione dei commercialisti -
Per i commercialisti l’introduzione di questo istituto è stato fin da subito un fattore positivo, anche se è andato ad accrescere le già importanti funzioni in carico alla categoria. A ben vedere, i commercialisti abilitati, quindi quelli riconosciuti dalla Fondazione ADR, dal 21 marzo 2011 possono occuparsi della risoluzione di controversie inerenti Rc auto, condominio successioni ereditarie, affitto di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari, tutto ciò attraverso l’istituto concertativo che è stato reso ormai obbligatorio. L’entusiasmo col quale la categoria fiscale ha accolto questa opportunità si manifesta anche dal fatto che sono state dispiegate forze anche nell’intento di far conoscere l’iniziativa, in particolare tramite il portale www.adrcommercialisti.it agli utenti è stata fornita la possibilità di valutare l’istituto più adeguato alle proprie esigenze e al proprio territorio di appartenenza.

I pareri negativi - Ben diverso sembra essere il parere dell’avvocatura, che ha dimostrato una sostanziale freddezza nei confronti dell’istituto mediativo. In questa fase preliminare, nella quale è ancora difficile scindere una vera e propria presa di posizione da sporadiche esternazioni, le preoccupazioni della categoria forense sono giustificabili dal fatto che con l’obbligatorietà dell’approccio conciliativo potrebbe diminuire il giro d’affari. La questione non risulta biasimevole, poiché la congiuntura economica in corso genera inevitabilmente delle strategie di tutela per il proprio lavoro e le proprie sicurezze finanziarie. Ma altrettanto restii ad accettare siffatta disposizione sembrano essere i giudici di pace. In particolare, questi ultimi, pur riconoscendo la funzione dell’istituto, non ne accettano l’obbligatorietà per le materie di loro competenza. Insomma, la situazione pare ogni giorno più complicata, ma i positivi risultati ottenuti in questi primi 14 mesi fanno ben sperare in merito alla possibilità che i dati possano crescere e favorire il nuovo istituto. La questione è che alla mediazione deve esser data l’opportunità di sedimentarsi tra l’opinione pubblica, con la fiducia e il tempo necessari.

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