20 gennaio 2014

MOF verso ‘obiezione fiscale’

La proposta è di opporre al groviglio fiscale la cosiddetta obiezione, spingendo lo Stato alla vera spending review.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Torna il MOF - In questi giorni è sceso di nuovo in campo il Movimento Oppressi dal Fisco, per ribadire il proprio dissenso nei confronti di quello che definiscono uno Stato sprecone, interessato solo ad aggravare il carico fiscale sulle tasse dei contribuenti senza far scendere le cesoie su una spesa pubblica tra le più alte mai raggiunte. Più spending review, è quindi la richiesta dei commercialisti che aderiscono al Movimento, e meno tasse. Con queste premesse il MOF annuncia il Convegno romano del prossimo 31 gennaio dal quale prenderà le mosse una nuova forma di protesta, la cosiddetta ‘obiezione fiscale’.

Il nuovo groviglio fiscale -
Reduci dall’incontro che si è svolto nella Capitale lo scorso 15 novembre, occasione nella quale ha preso forma l’organizzazione del terzo Convegno del Movimento, i dottori commercialisti e gli esperti contabili del MOF, guidati da presidente Italo Furlotti, hanno gridato a gran voce che ormai la misura è colma. È lo stesso leader a prendere la parola a mezzo di un accorato comunicato stampa, nel quale sottolinea come il governo, non contento dei rientri in termini economici ottenuti dai contribuenti nel 2013, abbia già disposto per l’anno appena iniziato un nuovo groviglio di tasse per circa 1,4 miliardi di euro, senza però chiarire le modalità e l’ammontare che i comuni cittadini dovranno pagare. “Anche la legge di Stabilità è lo spettro di un aumento delle tasse soprattutto nei punti in cui introduce clausole di salvaguardia quali l’aumento delle accise e la riduzione della percentuale delle detrazioni IRPEF dal 19% al 18% per l’anno 2013 e dal 18% al 17% per il 2014 – evitabili se avranno effetto i tagli alla spesa pubblica oggi ancora indefiniti”, sottolinea Furlotti.

Tagli alla spesa –
La vera ricetta per guarire da questo diffuso ‘mal di tasse’ sarebbe, a parere del Movimento, quella di prendere le forbici e tagliare lì dove lo Stato spende di più e in maniera affatto giustificata. Si era tanto parlato nei mesi scorsi di spending review, approccio a un ridimensionamento della spesa pubblica che è rimasto però solo un progetto potenziale, senza esser giunto a nulla che abbia inciso in maniera concreta sulla vita dei cittadini. Il presidente del movimento continua sottolineando appunto che “i tagli alla spesa pubblica improduttiva sono una medicina troppo amara per i governanti divoratori di tasse. Da troppo tempo si parla di tagli ma non si agisce. Anche quest’anno, quindi, le lame del rasoio dello Stato, delle Regioni e dei Comuni recideranno il Nostro portafoglio. Una autentica follia se correliamo il carico di imposte alla qualità dei servizi che Stato, Regioni e Comuni erogano ai cittadini”.

Tasse e servizi non proporzionati – In Italia dunque si è arrivati al punto che si pagano tasse, troppe tasse, senza che queste trovino poi un ritorno soddisfacente per i contribuenti salassati. In sostanza, paghiamo per avere dei servizi che però poi lo Stato non ci garantisce, come lo stesso Furlotti ha dichiarato riferendosi al fenomeno alla stregua di ‘una autentica follia’.

La proposta – Sul punto, come abbiamo accennato, il Movimento, invitando tutti al Convegno del prossimo 31 gennaio, ha illustrato una proposta di protesta dal carattere forte e incisivo per dire ‘basta’ all’oppressione fiscale e ‘sì’ alla revisione della spesa pubblica. Il MOF parla di ‘obiezione fiscale’, lanciata una volta dopo aver individuato i centri di spesa dello Stato che risultano tagliabili. “Meno risorse allo Stato, alle Regioni ed ai Comuni per l’equivalente della spesa pubblica tagliabile”.

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