3 luglio 2012

Norma Uni: quasi legge per le non ordinistiche

Le categorie non regolamentate potranno vedere la conversione della norma tecnica Uni entro fine settembre
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il D.D.L. - Quella che era una proposta tecnica, ossia il testo contenente “Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi” è ben presto divenuto uN disegno di legge che ha conseguito l’approvazione della Camera, attualmente è in commissione al Senato e sicuramente diverrà legge entro le fine del mese di settembre. In sostanza si tratta di quella norma tecnica Uni che era stata sostenuta e promossa dalla maggior parte delle associazioni tra professionisti che non vantavano alle spalle alcun ordine o collegio. Il documento di autoregolamentazione che da questa norma tecnica emergeva non è soggetto ad alcun obbligo, ciononostante risulta riconosciuto in maniera ufficiale sia dalle istituzioni che dagli stessi professionisti non regolamentati. A ben vedere, attraverso questo D.D.L. e la sua successiva conversione in legge, i professionisti non regolamentati dovranno rispettare una serie di principi e criteri operativi conformi alle disposizioni comunitarie e, di concerto, verranno identificati all’interno del panorama professionale, che finora non ha dato loro molto spazio né riconoscimenti. A tal proposito, si consideri che tali professionisti corrispondono a un bacino di 3 milioni di soggetti che operano nella quotidianità del nostro Paese.

L’obiettivo -
Con siffatta disposizione non s’intende creare dei nuovi Ordini o collegi professionali, bensì fornire un documento di autoregolamentazione che metta ordine nel gremito settore delle professioni non ordinistiche. Tramite tali indicazioni sarà, pertanto, possibile discernere tra diverse figure professionali, riconoscendo standard e caratteristiche riconducibili a un soggetto piuttosto che a un altro. A stabilire questi criteri di identificazione sarà, però, l’Ente nazionale Italiano di Unificazione, non la singola associazione alla quale il professionista appartiene. “L’esplosione delle competenze ha reso il quadro di riferimento inadeguato e ora stiamo cercando di risolvere la questione italiana soprattutto in vista di un intervento europeo atteso nel giro di pochi anni – ha spiegato Piero Torretta, il presidente dell’Uni – Se riusciremo a ottenere risultati positivi per i nostri professionisti e consumatori questo ci consentirà di guidare il processo a livello internazionale”.

Il bacino di riferimento – A quali esigenze risponde un siffatto provvedimento? Chi sono questi professionisti non iscritti ad albi e collegi che acquisiranno un’autoregolamentazione? Ebbene, secondo l’Uni, i tre milioni di professionisti non regolamentati si suddividono in diverse aree operative. Fanno parte di tale bacino i fotografi, i tributaristi, gli immobiliari, gli arte terapeuti, i counselor, gli animatori e gli osteopati. Di questi, sono tre i gruppi che hanno quasi concluso il processo di autoregolamentazione, si tratta dei fotografi, dei patrocinatori stragiudiziali, degli osteopati, dei chinesiologi, dei naturopati e dei comunicatori. Sono invece in fase pre-normativa i tributaristi, i counselor, i traduttori e interpreti e i clinical monitor.

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