19 maggio 2015

Novità Iva. Odcec etneo fa il punto

Sul tema è altresì intervenuto Renato Portale
Autore: Redazione Fiscal Focus

Iva ed e-commerce - Le novità Iva previste per il 2015 sono state oggetto di dibattito e riflessione in seno all’incontro organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania, presieduto da Sebastiano Truglio. Nello specifico, il focus è stato posto sulla questione inerente al commercio elettronico, spaziando dal download a pagamento di musica mp3, di app ed e-book da web store all’acquisto di servizi e programmi on line. Il settore è comunque in crescita costante ed è proprio per questa ragione che su di esso si puntano i riflettori circa le novità Iva per l’anno in corso. Sul punto, come spiega l’Odcec catanese in una nota, “l’imposta sarà applicata non più in riferimento al Paese produttore, bensì a quello di consumo; nel caso pratico, quindi, se un utente italiano scarica un prodotto digitale proveniente dal Lussemburgo, dove l’aliquota IVA è pari al momento al 15%, la tassazione avverrà in Italia – al 22% – e non più nel Granducato come avveniva in precedenza. È un cambiamento di notevole importanza per le casse del nostro Stato, perché comporta una maggiore riscossione rispetto agli anni passati”.

I nuovi strumenti legislativi
– L’incontro organizzato dal presidio di categoria della città etnea ha avuto come obiettivo quello di ragionare proprio sui nuovi strumenti legislativi inerenti all’Iva e operativi per l’anno in corso. L’evento si è avvalso della presenza di relatori del calibro di uno dei massimi esperti italiani dell’Imposta Valore Aggiunto, Renato Portale. Quest’ultimo ha infatti firmato testi sui quali si sono formate intere generazioni di professionisti. Nell’introdurre i lavori, il presidente Truglio ha spiegato che “l’Iva è sempre in continua evoluzione perché essendo un’imposta di origine europea e non nazionale, segue tutte le vicissitudini e gli andamenti dei mercati comunitari, nonché le loro norme che sempre più regolano le singole realtà nazionali”. Dal canto suo, Renato Portale, coadiuvato da un altro esperto, Sebastiano Passarello, si è altresì soffermato sul temuto aumento dell’Iva nel 2016. “Le variabili che entrano in atto sono molteplici per questo al momento non è possibile fare previsioni attendibili. È certo però che, se non si raggiungono determinati obiettivi, se le uscite supereranno le entrate, il rischio di un’Iva al 24-25% è reale. Le forti aspettative sulla validità di alcuni strumenti introdotti, come ad esempio quelli anti-evasione fiscale, spingono a ipotizzare il contrario, ma è importante che lo Stato faccia fino in fondo la propria parte”, aggiungendo che “le nuove introduzioni prevedono che chi effettua forniture agli enti pubblici non ha più l’addebito dell’Iva, versata allo Stato invece direttamente dallo stesso ente. Ciò porta i soggetti ad andare a credito d’imposta, con il rischio che se lo Stato effettua il rimborso in ritardo l’azienda ne soffrirebbe, dunque i benefici possono essere pieni per entrambe le parti solo se lo Stato rispetta i tempi. Inoltre da quest’anno i rimborsi saranno eseguiti senza la presentazione della fideiussione, che prima era un costo per l’azienda. È quindi avvicinandoci all’Europa che possiamo eliminare gli orpelli burocratici del nostro fisco, le semplificazioni e le austerità hanno valore maggiore se sono sotto il controllo dell’UE”.

Gli altri interventi –
Tra gli altri interventi si cita poi quello del consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Catania, Giorgio Sangiorgio. “Le maggiori novità Iva per l’anno in corso derivano dal ‘decreto semplificazioni’ e dalla ‘legge di stabilità 2015’. Oltre all’e-commerce, le principali novità riguardano il cosiddetto ‘split payment’, il reverse charge per prestazioni relative ad edifici, i rimborsi Iva ed il regime sanzionatorio, quest’ultimo da esaminare anche alla luce delle sentenze della Corte di Giustizia Europea”.

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