12 novembre 2013

Nuovi fondi europei per i professionisti

Autore: Redazione Fiscal Focus

L’Europa guarda i professionisti, al loro contributo allo sviluppo economico e nella creazione di occupazione, e lo fa stanziando degli appositi fondi comunitari che consentiranno agevolazioni fiscali, più facile accesso al credito e semplificazioni burocratiche.

Nei prossimi mesi prenderanno pertanto forma i contenuti dell’Action Plan sulle libere professioni, il quale definirà le modalità di erogazione dei fondi comunitari ai professionisti per il periodo 2014-2020.

La crisi si fa infatti sentire in misura estremamente forte tra i professionisti: l’indagine realizzata dall’Acri in collaborazione con l’Ipsos rivela che tra coloro che hanno avuto maggiori difficoltà rispetto al passato ci sono proprio i lavori direttivi (dirigenti, manager, professionisti e imprenditori), il 24% dei quali ha subito un peggioramento rispetto al passato, mentre solo l'1% è riuscito a migliorare la propria situazione.

È da rilevare che anche attualmente i professionisti possono ricorrere ai fondi europei per le Pmi: tuttavia, tali fondi sono stati “disegnati” sulla base delle esigenze proprie delle piccole e medie imprese, sostanzialmente diverse da quelle dei professionisti. Ecco perché si pensa all’imminente elaborazione di un bando ad hoc per i professionisti.

Il punto sul quale si concentra l’attenzione degli operatori è, ovviamente, quello relativo al più facile accesso al credito, sebbene le concrete misure debbano essere individuate con riferimento alle esigenze dei professionisti dei vari Paesi, le quali possono essere anche molto diverse.
Le esigenze espresse spaziano infatti dal microcredito, ai veri e propri canali di finanziamento, per approdare sulle misure per la formazione.

In tema di microcredito è da rilevare l’importante possibilità che le Casse professionali e i consorzi fidi dei professionisti siano accreditati come intermediari finanziari per garantire i finanziamenti dei professionisti attingendo ai fondi europei. È infatti da sempre nota la difficoltà di accesso al credito per i piccoli professionisti, soprattutto i più giovani, i quali non possono presentare una busta paga, né dare garanzie immobiliari.
Le Casse finiranno pertanto per avere un luogo centrale: non più solo pensioni, ma una continua attenzione durante tutta la vita professionale dell’iscritto, con interventi in sede di richieste di finanziamento, volti non solo alla concessione delle necessarie garanzie ma anche alla maggiore velocità nell’attuazione delle misure.

Il microcredito concesso dalle regioni
I professionisti, nel contesto attuale, non devono tuttavia rimanere in attesa delle fonti comunitarie, in quanto, già da diversi anni, le amministrazioni regionali si sono mosse con misure volte a rispondere anche alle loro esigenze.
Sono stati infatti messi in capo diversi interventi per il microcredito in moltissime Regioni italiane e, sempre più spesso, in occasione di progetti di agevolazione alle imprese, i professionisti sono già stati equiparati alle Pmi.

I Confidi
Un ulteriore strumento del quale i professionisti devono tener conto, soprattutto i più giovani, è rappresentato dai Confidi, consorzi ai quali è possibile rivolgersi per richiedere una garanzia volta a facilitare l’accesso al canale bancario.

Fino a qualche anno fa i Confidi erano uno strumento esclusivamente riservato alle piccole e medie imprese, ma dal 2011, con la modifica della legge quadro sui confidi, anche i liberi professionisti possono costituire propri confidi e parteciparvi.
Sono quindi sorti, in questi ultimi anni, due Confidi interregionali promossi da Confprofessioni, Fidiprof Nord e Fidiprof CentroSud. Il primo ha sede a Milano e il secondo a Napoli, ma è garantita la presenza su tutto il territorio nazionale, tramite le reti di Confprofessioni, delle Associazioni aderenti e dei professionisti convenzionati.

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