3 gennaio 2014

Obbligo Pos lasciato senza decreti attuativi

Autore: Redazione Fiscal Focus

Obbligo Pos in vigore ma senza i decreti attuativi che ne definiscano i principali aspetti: più tempo per imprese e professionisti, dunque, che non saranno tenuti, con il nuovo anno, a dotarsi dell’apposita strumentazione.

Come previsto infatti dall’art.15 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 (c.d. Decreto Crescita 2.0), convertito in Legge n. 221 del 17 dicembre 2012, “a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (ovvero le disposizioni antiriciclaggio). Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, (di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze), sentita la Banca d'Italia, vengono disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione di cui al comma precedente”.

Appare ben chiaro, dunque, che non essendo stati definiti né le modalità né i termini della nuova disposizione, non si potrà ancora parlare di obbligo di accettare i pagamenti con le carte di debito e gli studi dei professionisti, così come gli imprenditori, non saranno tenuti a dotarsi del Pos.

Per amor del vero non si è ancora consapevoli di quelle che sono le eventuali sanzioni previste nel caso in cui venga riscontrato il mancato rispetto dell’obbligo: in ogni caso, ad oggi, si potrà tranquillamente continuare con gli usuali metodi di pagamento senza per questo dover incorrere in sanzioni di qualsiasi genere.

Non si comprende dunque perché vi sia stata una costante fermezza nel non accogliere tutte le richieste di rinvio dei nuovi adempimenti se, successivamente, sono venuti a mancare quei decreti attuativi necessari per la concreta operatività dell’obbligo.

Si ricorda, infatti, da ultimo, la mancata approvazione dell’emendamento alla legge di stabilità 2014 che chiedeva un rinvio dei termini di entrata in vigore al 1° gennaio 2015, lasciando così un ulteriore anno, anche al fine di vagliare le proposte giunte soprattutto da alcuni ordini di professionisti.

Anche con il Milleproroghe, dal quale si attendevano nuove disposizioni sul rinvio, non è arrivato nulla, lasciando così fermi i termini originariamente previsti.

È tuttavia dei giorni scorsi la notizia dell’invio, da parte del Ministero dello Sviluppo economico alla Banca d’Italia dell’atteso decreto attuativo, con il quale sarebbe stata proposta una prima applicazione dell’obbligo solo ai soggetti che, nell’anno precedente, hanno riportato un fatturato superiore a 200 mila euro, e solo per i pagamenti che superino i 30 euro.

Coloro che hanno avuto un fatturato inferiore a 200 mila euro beneficeranno invece di una proroga fino al 30 giugno 2014, data in cui saranno definiti i nuovi obblighi in capo agli stessi.

Dopo il parere della Banca d’Italia sarà tuttavia necessario anche quello del Ministero dell’Economia, per cui si annuncia un iter affatto breve.

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