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Nicosia, 16/03/2013
Ai Sigg. Presidenti, vice-Presidenti e
Consiglieri degli Ordini dei Dottori
Commercialisti e degli Esperti Contabili
Ai Candidati:
Claudio Siciliotti
Gerardo Longobardi
Massimo Miani
Raffaele Marcello
Davide Di Russo
LOR0 SEDI
Preg.mi Colleghi,
amarezza e disagio provocano in me i contenuti della lettera del Collega Francesco Muraca, amarezza per la sommaria e non esaustiva valutazione dell'ordine dei fatti che hanno determinate il momentaneo vuoto istituzionale di Categoria, disagio per l'assise proposta per dare soluzione a quel vuoto, foriera, quella sì, di un pericoloso e devastante messaggio di incapacità ad affrontare gli accadimenti con la dignità ed il decoro che appartengono a quanti, come noi, hanno responsabilità istituzionali.
Infatti, è chiaramente percepito, dal tenore della missiva, una populista attribuzione di responsabilità a quanti hanno eccepito, nelle idonee sedi istituzionali, la grave violazione di precetti normativi e regolamentari, i quali, pertanto, insieme all'intera Categoria, hanno subito le non chiare ragioni di tali violazioni e la ancor meno chiara complicità del Ministero, vero responsabile del vuoto istituzionale creato nella Categoria.
Sul punto, più Istituzioni si sono già espresse, in distinti ambiti, risultando definitivamente acclarata, con il recente Pronunciamento di accoglimento delle istanze formulato dal Consiglio di Stato, l'esistenza sia del fumus che dei gravi rischi che hanno reso necessari i provvedimenti cautelari, delineando già, oltre al merito, percorsi giudiziali di straordinaria urgenza.
A questo, secondo il Collega Muraca, la Categoria tutta dovrebbe rispondere con una assise che declarerebbe pubblicamente la volontà della stessa di rinunciare alla Giustizia, nelle sedi istituzionalmente idonee, con l'assunzione di iniziative categoriali che hanno il sapore di "... ci facciamo giustizia da soli, noi... ".
Non oso immaginare chi e come possa gestire ed a quali significative conclusioni potrebbe addivenire l'Assemblea "arrembaggio" prefigurata dal Collega Muraca, oltre alla non chiara ragione per cui ritiene che la stessa, che sarebbe chiamata ad elaborare un progetto politico di Categoria, debba vedere impegnate anche le maggiori sigle sindacali, che non si occupano di politica, bensì di tutela, le cui osservazioni, certo, meritano la massima attenzione da chi, come noi, ha responsabilità politiche ed istituzionali.
Utopistico, poi, è immaginare che il passo indietro, inteso come rinuncia agli atti giudiziali, sia concretamente perseguibile, dacché dovrebbe vedere impegnati in tale esercizio gli attori [tutti!], i convenuti, i dirigenti del Ministero ed il Dicastero stesso, le Procure… (!).
È irrinunciabile che, con la massima responsabilità verso il ruolo che tutti noi ricopriamo, siano rispettati i distinti momenti istituzionali, celebrando ogni passaggio utile, nonché consentendo che le opportune sedi realizzino il compito loro assegnato, di compiutamente ordinare diritti e legittimazioni, dalle quali conclusioni si potrà autorevolmente ripartire facendo valere tutti i contributi di cui la nostra Categoria è chiara portatrice.
Non serve abbandonarsi ad alcun populismo, non servono giullari di corte, non serve nessun inciucio, proprio per garantire e consegnare alle future generazioni categoriali una Categoria autorevole ed in linea con gli auspici: non siamo il "M5S", facciamo un altro mestiere.
Con l'auspicio che le percepite qualità del Collega Muraca e di ogni altro interprete istituzionale siano orientate a diverso profilo, mi è gradito ringraziare per l'attenzione e porgere vive cordialità.
Andrea Maggio