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La lettera - Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha sottoscritto la lettera redatta dalle professioniste riunite nel II Coordinamento dei Comitati Pari Opportunità dellacategoria. In sostanza, il documento chiede una maggiore presenza del comparto femminile in occasione delle elezioni per il rinnovo della dirigenza degli Ordini locali e del Consiglio nazionale. “Alla vigilia del rinnovo delle cariche istituzionali di vertice della categoria - afferma la lettera - le donne rivolgono un appello a tutti i colleghi perché, proprio dal nostro interno, arrivi l'esempio per un cambiamento radicale e la spinta necessaria alla rimozione di questa anomalia, tipicamente italiana, che danneggia il nostro Paese e, in questo momento, soprattutto la nostra economia”.
La legge – La normativa che dispone in merito all’introduzione delle cosiddette quote rosa è la Legge n. 120/2011, che entrerà pienamente in fase applicativa dal 12 agosto. “Della cosiddetta legge sulle quote di genere - ha commentato Giulia Pusterla, consigliere del Cndcec con delega alle Pari Opportunità e unico rappresentante femminile nel Consiglio nazionale - dobbiamo valorizzarne lo spirito di reale pariteticità sui generi. La legge, infatti, è a scadenza, ma il suo spirito mi auguro che permeerà tutta la società italiana per sempre”. In merito, non si è astenuto dal proporre il proprio parere neanche il leader dei commercialisti e degli esperti contabili italiani, Claudio Siciliotti. “Prima del 12 agosto - ha spiegato il presidente del Cndcec - verrà pubblicato sul sito del Consiglio nazionale un primo elenco di curricula di donne commercialiste che si dichiarino interessate ad accettare gli incarichi previsti dalle legge 120. A questo elenco potranno attingere le imprese interessate dal rinnovo delle cariche. Sono consapevole che quello di ottenere risultati almeno pari alla preparazione delle donne è un percorso lungo e difficile, ma noi commercialisti abbiamo deciso di fare un passo avanti a partire dai curricula delle nostre professioniste. E' opportuno che la categoria si prepari adeguatamente per ricoprire tali incarichi che, peraltro, insistono proprio sul campo delle competenze professionali riconosciute dal nostro ordinamento. Tale obiettivo verrà perseguito anche tramite l'organizzazione di corsi specializzanti aperti sia agli uomini, sia alle donne”.
Conclusioni – Intanto, in attesa che queste sperate novità trovino una corretta attuazione, i Comitati delle pari opportunità locali non dovranno stare con le mani in mano, ma saranno chiamati a promuovere azioni che convergono negli intenti espressi nella missiva. “Abbiamo sensibilizzato la nascita dei comitati locali - ha conclusoGiulia Caminiti, presidente del Comitato nazionale di pari opportunità - che in soli tre anni sono passati da 5 a più di 65. Ora, attraverso la sottoscrizione alla lettera che invieremo a tutti gli Ordini locali, chiediamo una rappresentanza equilibrata ai vertici della categoria. Le donne rappresentano una risorsa e gli uomini devono rendersene conto. Inoltre, voglio ricordare come il lavoro del Comitato ha già avuto effetti concreti sul Codice deontologico, nel quale sono state apportate modifiche sul rispetto del principio di parità inclusa quella di genere, e sul Regolamento per la formazione professionale continua che prevede per le commercialiste, nei due anni successivi al parto, di acquisire fino a 30 crediti formativi annuali tramite attività di formazione a distanza al posto dei 15 crediti riservati a tutti gli altri iscritti”.