23 settembre 2016

PER PRECISARE

Nella giornata odierna sono pervenute in redazione contestazioni suscitate dai contenuti dell’articolo “I chiarimenti che non chiariscono”, in particolare riguardo alla vicenda dell’Ordine di Sala Consilina, nei confronti del quale ci si accusa di aver insinuato un trattamento di favore ricevuto dal Ministero nella definizione della sua vicenda.

In merito a tali rimostranze si vuole ribadire – qualora non fosse sufficientemente emerso dal tono irridente dell’articolo – che ciò che si intendeva sottolineare era l’approssimazione o comunque la maniera deficitaria con cui il Ministero, nonostante il lungo tempo di maturazione avuto a disposizione, ha risposto – o non risposto (vedasi la questione del doppio mandato del vice presidente) – ai quesiti prospettati.

In particolare, l’artificioso meccanismo formulato dal Ministero per dare soluzione ad alcune vicende, ha dato l’impressione di essere stato impiegato non certo per favorire una situazione invece che un’altra, ma piuttosto per “mantenere il punto” sui suoi precedenti interventi, senza ravvedimento alcuno nonostante la loro inefficienza fosse stata da più parti criticata. Una sorta di prova di forza (o d’orgoglio), insomma, che, in un contesto così delicato in cui sono in gioco le sorti degli Ordini e – prima ancora – di tanti Professionisti iscritti, non solo non giova ma è altresì inopportuno che valga da criterio ponderale delle decisioni.

Con questo spirito, dunque, e non certo con la pretesa né l’ardire di prendere posizione a favore o contro alcuni Ordini, il nostro quotidiano vuole porsi nei confronti della tardiva ed insufficiente discesa in campo del Ministero, reo di leggerezza nei confronti di tutta la Categoria.

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