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L’incontro - Il ministro Fornero, che ieri ha passato in rassegna le casse private di previdenza delle libere professioni, si è detto molto soddisfatto di quanto ha avuto modo di constatare. Gli enti hanno dimostrato grande senso di responsabilità rispettando le normative del governo per quel che concerne il raggiungimento della sostenibilità a cinquant’anni dell’equilibrio finanziario, ossia del rapporto tra le entrate dovute ai contributi e le uscite per prestazioni. Se l’intento del capo del welfare era quello di vedere cosa si fosse mosso sotto il cielo della previdenza privata, il risultato non è stato per nulla negativo. Qualcosa in effetti si è mosso. Lo stato di avanzamento delle attività delle casse ha dimostrato di aver saputo rispettare i tempi richiesti dalla Legge n. 214/2012, la riforma Monti-Fornero per intenderci. E il 30 settembre, data limite del periodo di monitoraggio, non pare rappresentare più una termine temibile né dal fronte esecutivo né da quello degli istituti previdenziali.
La Cnpr – Una soddisfazione contestuale e conseguente a quella manifestata dal capo del dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali emerge dalle parole di Paolo Saltarelli, leader della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri. Secondo il presidente dell’istituto di previdenza, l’apprezzamento del ministro risulterebbe essere sostanzialmente dovuto all’impegno dimostrato da tutte le casse che, ognuna per le proprie capacità e competenze, “stanno lavorando alla sostenibilità a cinquant’anni”. Gli enti previdenziali interpellati dal ministro hanno altresì fugato qualsiasi dubbio in merito alla possibile cattiva interpretazione della norma, la Fornero ha infatti ritenuto doveroso informarsi circa lo stato di comprensione delle disposizioni al fine di fornire ulteriori delucidazioni qualora ce ne fosse stato bisogno. Ma le casse hanno sottolineato la fedele interpretazione, peraltro dimostrata anche dal lavoro svolto finora.
La spending review e i problemi connessi – Paolo Saltarelli ha anche spiegato come l’adozione delle direttive circa la sostenibilità a cinquant’anni non sia il vero problema col quale gli istituti si dovranno confrontare. A ben vedere, equilibrare le spese sul lungo periodo è stato uno dei risultati raggiunti con minori difficoltà. Il grosso delle problematiche è sorto nel momento in cui gli enti di previdenza si sono posti al cospetto degli adempimenti determinati dalle disposizioni sulla spending review, che consistono in un taglio delle spese pari al 5%. "Da tempo abbiamo avviato un processo di razionalizzazione delle spese: quello a cui ci opponiamo è invece un prelievo forzoso del 5%, che nel nostro caso sarebbe pari a 550.000 euro. Si tratterebbe di una tassa occulta e di una cifra sottratta ai nostri iscritti. Se dobbiamo risparmiare – ha spiegato il presidente della Cnpr - allora il risparmio sia redistribuito ai nostri associati e rimanga all'interno della Cassa, e non sia versato all'Erario". In ogni caso, una siffatta questione è tema di competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per tale ragione le casse auspicano un incontro illustrativo e risolutivo con il ministro Vittorio Grilli. In definitiva, sebbene le casse non intendano andare contro le disposizioni di legge, allo stesso tempo non possono nascondere la propria contrarietà in merito a prelievi coatti o tasse nascoste. "Ci sarà una riunione il 25 settembre – conclude Paolo Saltarelli - e lì cercheremo una linea unitaria da portare all'attenzione del ministro dell'Economia".