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Trapelano le prime indiscrezioni riguardo all’obbligo che sarà fissato in capo a imprese e professionisti di accettare anche i pagamenti effettuati con carte di debito.
Mentre il Consiglio Nazionale degli Architetti dichiara guerra alla nuova disposizione, comunicando ai suoi iscritti che non potrà essere fissato alcun obbligo di Pos per gli architetti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti con strumenti di pagamento come il bonifico e l’assegno bancario, il Ministero dello Sviluppo economico invia alla Banca d’Italia l’atteso decreto attuativo, il quale sembra fissare fortunatamente dei limiti di fatturato per i soggetti obbligati.
Più precisamente si parla di una prima applicazione dell’obbligo, fino al 30 giugno 2014 solo ai soggetti che, nell’anno precedente hanno riportato un fatturato superiore a 200 mila euro, e solo per i pagamenti che superino i 30 euro.
Un successivo decreto, da emanarsi entro 90 giorni, individuerà invece gli obblighi in capo ai soggetti che, non superando le soglie previste, beneficeranno della proroga fino al 30 giugno 2014.
Per coloro che superano il parametro previsto (ovvero hanno riportato un fatturato nell’anno precedente superiore a 200 mila euro) rimane invece il forte dubbio su quando effettivamente scatterà l’obbligo: è infatti vicinissimo il termine originariamente fissato dal Decreto crescita 2.0, ovvero il 1° gennaio 2014.
Se la prima richiesta di rinvio al 1° gennaio 2015 prevista da un emendamento alla legge di stabilità non è stata accolta, è tuttavia da dire che può tranquillamente escludersi l’applicazione dell’obbligo già a partire dal prossimo 1° gennaio, soprattutto perché manca il decreto attuativo al quale è lasciato il compito di definire gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione.
Sebbene il Ministero dello Sviluppo economico sembra aver fatto un primo passo in tal senso, non bisogna dimenticare che dopo il parere della Banca d’Italia sarà infatti necessario anche quello del Ministero dell’Economia: improbabile dunque che l’intero iter possa essere concluso in appena dodici giorni.
Le speranze sono inoltre affidate al prossimo “milleproroghe” con il quale non possiamo che augurarci un deciso rinvio dei termini dell’obbligo.
Nel frattempo, soprattutto i professionisti, non possono che manifestare tutte le loro perplessità, sebbene con interventi meno incisivi rispetto a quello del Consiglio nazionale degli architetti.
Dopo gli Ingegneri anche l’Istituto Nazionale dei Tributaristi è intervenuto, chiedendo, con una lettera al presidente del Consiglio, Enrico Letta, un rinvio dell’obbligo di adozione del Pos, nonché una revisione dell’intera disposizione.
Effettivamente, da più parti è stato evidenziato come, a fronte di oneri aggiuntivi in capo a imprese e professionisti (non molto graditi nell’attuale contesto di crisi economica) l’obbligo in oggetto non porti con sé alcun beneficio né appare supportato da alcuna razionale motivazione.
Se infatti, in prima battuta è stato rilevato come l’intervento in oggetto fosse un’ulteriore misura nella lotta all’evasione fiscale, non può non ricordarsi che tale finalità sembra essere stata già ampliamente perseguita con il D.Lgs. 231/2007, che, come noto, ha posto il limite di 999,99 euro per l’utilizzo dei contanti, imponendo, per gli importi superiori, l’utilizzo di strumenti tracciabili come assegni non trasferibili e bonifici.
Si brancola nel buio anche con riferimento agli eventuali aspetti sanzionatori: allo stato attuale, infatti, non sono ancora state definite le sanzioni applicabili qualora non venga rispettata la previsione normativa.