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Il focus - Mancano ormai pochi giorni alla fine di questo 2011 così pieno di novità, migliorie e delusioni. Una manciata di ore che separano i professionisti dal nuovo anno, dodici mesi densi di speranze, carichi di aspettative soprattutto concernenti un pronto riordino del loro settore. Intanto, però, uno sguardo a quanto conseguito in quel lasso di tempo che di qui a poco indicheremo come l’anno vecchio risulta essere doveroso. In particolare per chi, delle campagne avanzate dalle categorie professionali ne ha fatto una mission di vita, improntando il proprio operato in ambito lavorativo alla volta di una tutela delle professioni retta ed equilibrata. Pertanto, ancora una volta nel giro di una decina di giorni, il presidente del Cup, nonché leader dei Consulenti del Lavoro, Marina Calderone, ha tracciato un rendiconto generale dei traguardi raggiunti in queste dodici mensilità che stanno per tramontare.
Regole e professioni - Ciò su cui ha voluto accendere i riflettori il presidente Calderone è stato, innanzitutto, l’impegno attivo che ha coinvolto e travolto tutte le categorie professionali italiane nel lungo processo ancora aperto in merito al nuovo tracciato circa le funzioni, i ruoli e gli obiettivi che i diversi Ordini sono chiamati a perseguire. Marina Calderone si ritiene convinta che l’anno ormai alle porte sia stato d’insegnamento per tutti i professionisti in merito al fatto che la nuova dimensione delle categorie è quella del servizio in favore della collettività, alla quale ultimamente sono stati richiesti non pochi sacrifici. Sanare l’Italia significa partecipare al processo di riforme in atto attraverso una presenza costruttiva, essenzialmente basata sul dialogo e sull’impegno sociale “delle professioni a favore del rispetto delle regole”. Questo perché, a dispetto di quanto vuole far credere il messaggio diffuso dall’immaginario comune, il mondo delle professioni è costituito da regole certe, in quanto è condivisa la credenza che “un mondo senza regole sia anche una società che tutela meno chi ha maggior bisogno, invece di vedere garantiti i propri diritti”. In ragione di ciò, la principale preoccupazione del presidente del Cup è rivolta hai giovani, che nella situazione attuale stentano a trovare un posto di lavoro pur scalpitando per riuscire ad affermarsi.
I propositi e il valore - “Il 2012 - ribadisce Marina Calderone - si apre con l'impegno di rafforzare la nostra volontà di riforma del nostro comparto; ovviamente, una riforma che deve partire dal presupposto che i consulenti del lavoro e i componenti degli altri 26 Ordini professionali italiani, insieme, sono una forza importante per il paese, perché rappresentano anche gli strumenti attraverso i quali lo Stato riesce a definire e raggiungere i propri scopi”. Nell’anno in conclusione le professioni hanno assistito a ben quattro manovre che hanno messo mano all’immane processo di riordino delle stesse, percorso avviatosi ad agosto e non ancora conclusosi con la legge salva-Italia redatta dal Governo Monti. Pertanto, i propositi per il prossimo anno possono vantare di avere solide fondamenta imbastite in questa seconda metà del 2011 e gli stessi obiettivi potranno essere raggiunti se verrà riconosciuto in misura costante il valore delle categorie. “Il valore che noi rappresentiamo – continua il presidente del Cup – è quotidianamente identificato in una miriade di servizi che facciamo per i cittadini, ma soprattutto per lo Stato, che attraverso di noi fa funzionare la pubblica amministrazione”.
La mission dei rappresentanti di categoria - “Noi crediamo nei valori che tuteliamo, crediamo nei valori umani: quindi - continua il leader dei Consulenti del Lavoro - abbiamo necessità che il nostro comparto, che è quello dei servizi professionali, e che dà lavoro a 2,1 milioni professionisti, ma ha un indotto di 4 milioni di soggetti, debba essere evidenziato. Siamo contro, ovviamente, chi ritiene invece che il mondo delle professioni non sia un valore per la società italiana”. E’ proprio in virtù di una convinzione di tale natura che, secondo il presidente del Cup, coloro che stanno ai vertici delle categorie professionali dovranno dare il meglio per rappresentare gli iscritti agli Ordini, al fine di salvaguardare la specificità della professione al cospetto dei cambiamenti sociali, economici e politici che il momento attuale sta proponendo.
I Consulenti del Lavoro – L’anno che verrà sarà molto importante per i Consulenti del Lavoro, questo è il parere della loro guida. L’ambito nel quale l’operato della categoria trarrà maggiori frutti sarà quello della sensibilizzazione sociale attuata nelle consuete operazioni di sostegno ai lavoratori e agli imprenditori. L’auspicio della Calderone è che la categoria, dimostrando la propria tradizionale unità, possa “migliorare la qualità delle proprie prestazioni, dei propri servizi: avendo sempre a cuore il fatto che quel sevizio è reso a delle persone”. Quindi sarà necessario alimentare la cosiddetta dimensione umana dell’approccio professionale.