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Gli ingegneri e la bozza - Dal Consiglio nazionale degli ingegneri arriva un parere positivo per quel che concerne lo schema di decreto recante la disciplina relativa ai pagamenti delle prestazioni professionali attraverso le carte di debito. La bozza è stata redatta lo scorso mese di dicembre dal Ministero dello Sviluppo economico e ora è in attesa del parere positivo della Banca d’Italia e del Mef.
La norma originaria - Sul punto preme ricordare che, in base alla normativa originaria, già dallo scorso primo gennaio ciascun professionista avrebbe dovuto munirsi di un point of sale, al fine di garantire al cliente la possibilità di pagare a mezzi di carte di debito. È stato infatti il famigerato decreto ‘Crescita 2’ (D.L. n. 179/12, conv. in L. 221/12) a introdurre il suddetto obbligo, specificando nell’articolo 15 che “a decorrere dal 1° gennaio 2014, i soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito. Sono in ogni caso fatte salve le disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (ovvero le disposizioni antiriciclaggio). Con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico, (di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze), sentita la Banca d'Italia, vengono disciplinati gli eventuali importi minimi, le modalità e i termini, anche in relazione ai soggetti interessati, di attuazione della disposizione di cui al comma precedente”. Tuttavia nessun decreto attuativo è ancora giunto, quindi al primo gennaio non è decorso l’obbligo paventato sia da professionisti che, più in generale, dagli imprenditori che “effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi”.
Il provvedimento del MISE - Il punto è che ancora nulla si sa su come applicare e quali criteri prendere in considerazione, in quanto sulla materia vi sono ancora molti nodi da sciogliere. Intanto però, come abbiamo accennato, una bozza di regolamento è stata elaborata lo scorso 17 dicembre dal Ministero dello Sviluppo economico che ha prontamente inviato il testo alla Banca d’Italia affinché ne elabori un parere. Il provvedimento dovrà comunque acquisire anche il beneplacito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta ottenuto anche questo secondo via libera che in sostanza coinciderà con il concerto del dicastero economico, si potrà poi procedere alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’entrata in vigore del testo scatterà alla fine dei centoventi giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta.
Il pos e il nuovo intervento – Per quel che concerne l’obbligo del pos in carico ai professionisti, la bozza di regolamento redatta dal Mise se ne occupa, con particolare riguardo, al comma uno, al comma due e al comma tre dell’articolo 2. Nel dettaglio, vediamo che al primo comma si chiarisce che l’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito “si applica a tutti i pagamenti superiori alla soglia minima di venti euro per la vendita di prodotti o la prestazione di servizi”. Dunque, una prima certezza è quella della soglia minima che, nel caso la bozza dovesse ottenere l’approvazione, sarà posta a 20 euro. Andando avanti vediamo che proprio al secondo comma il testo introduce ulteriori precisazioni sull’obbligo vero e proprio, chiarendo che questo “si applica limitatamente ai pagamenti effettuati all’interno dei locali destinati allo svolgimento dell’attività di vendita o di prestazione di servizio, ed esclusivamente nel caso in cui il fatturato del soggetto che effettua l’attività (…), per la parte riferibile alle sole transazioni con consumatori o utenti, è superiore a 300 mila euro”. E, per concludere, il terzo comma sottolinea che “decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto il limite di cui al comma 2 è ridotto a 200 mila euro”.
Il parere degli ingegneri – Abbiamo accennato in premessa che questo nuovo intervento sull’obbligo dei pos anche per i professionisti è stato accolto con favore dal Consiglio nazionale degli ingegneri, che da mesi sono in prima linea per chiedere chiarezza e rispetto a nome di tutto il comparto dei liberi professionisti. È il proprio il presidente dell’organo direttivo della categoria, Armando Zambrano, a prendere la parola, chiarendo che “la prima valutazione degli ingegneri italiani è positiva. La bozza di decreto, infatti, ha accolto tutte le richieste avanzate dalla Rete delle Professioni Tecniche, condivise dagli ingegneri. Il regolamento, ad esempio, si applica soltanto per le attività svolte all’interno degli esercizi e degli studi. Inoltre, la soglia di fatturato oltre il quale scatta l’obbligo è congrua ed è relativa soltanto ai servizi resi a consumatori ed utenti, non alle imprese e ai professionisti. Naturalmente occorrerà vigilare perché l’impostazione del provvedimento si mantenga sul tracciato dello Schema elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico”.