12 dicembre 2014

Professionisti: la corsa all’apertura della partita Iva

Ordini professionali esortano a procedere entro la fine dell’anno
Autore: Redazione Fiscal Focus

Premessa – Sono sempre di più gli ordini professionali che consigliano i propri iscritti e i giovani liberi professionisti ad aprire la partita Iva entro la fine dell’anno al fine di fruire ancora del regime dei minimi con imposta sostituiva del 5% al posto del nuovo regime forfettario con imposta più alta al 15%.

Fine anno – È ormai partito il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla fine dell’anno e sempre di più sono gli aspiranti professionisti o piccoli imprenditori alla prese con il dubbio se aprire la partita Iva entro la fine dell’anno o aspettare l’anno prossimo.

Regimi a confronto –
Come ormai noto infatti, qualora il contribuente decida di “avviare” l’attività entro la fine dell’anno potrà fruire ancora del regime dei minimi per il 2014 e altri quattro anni o meglio ancora fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. Tale regime presenta un “onere fiscale” più basso rispetto al nuovo regime forfettario che entrerà in vigore il 1° gennaio 2015 (imposta sostitutiva al 5% invece che al 15%), parzialmente compensato dalla riduzione di un terzo del reddito per le start up. Tale reddito oltretutto, mentre nel regime dei minimi è calcolato analiticamente dai ricavi meno costi nel nuovo regime forfettario è dato “induttivamente” dall’applicazione di percentuali di redditività sui ricavi che variano sulla base dell’attività esercitata. Infine il limite dei ricavi che nel regime dei minimi è fisso a 30.000 nel nuovo regime forfettario varia al mutare dell’attività esercitata.

Professionisti – Tra le categorie che hanno sollevato più critiche al nuovo regime in corso di introduzione figurano i professionisti. Infatti per tali contribuenti il limite dei ricavi è fisso a 15.000 €, tetto giudicato troppo basso. Fatturare infatti 1.250 euro mensili è stato ritenuto dalla maggioranza della ordini troppo poco per poter essere adeguato alla realtà di un professionista in fase di avvio. Inoltre tali soggetti presentano un coefficiente di redditività pari al 78%.

Esempio -
Ad esempio consideriamo un professionista con compensi pari a 14.000, spese 1.000 e contributi previdenziali 2.000. Nel regime dei minimi il reddito sarebbe pari 11.000 (14.000 - 1.000 - 2.000) e l’imposta sostituiva 550 (11.000 X 5%). Con il nuovo regime forfettario (ipotizziamo per semplicità di calcolo che non si tratti di start up) il reddito diventerebbe 8.920 (14.000 x 78% - 2.000) ma l’imposta sostituiva 1.338 (8.920 X 15%).

Ordini professionali –
Proprio per questo motivo molti ordini professionali stanno consigliando ai propri iscritti di aprire la partita Iva entro la fine dell’anno. A tal proposito il collegio nazionale degli agrotecnici ha pubblicato una circolare dove dopo aver fatto un breve confronto tra i due regimi ha inviato “gli iscritti nell’Albo professionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati che avessero intenzione di avviare nei prossimi mesi l’attività libero-professionale di farlo immediatamente, comunque entro il 31 dicembre 2014, per potersi avvalere delle attuali e più favorevoli regole del “regime dei minimi”, optando per esso. Il medesimo invito è rivolto ai soggetti abilitati e non iscritti ancora nell’Albo professionale, che ovviamente dovranno prima perfezionare la loro iscrizione nell’Albo (non si può infatti aprire P.IVA con Codice ATECO di Agrotecnico se non si è iscritti nell’Albo)”.

Apertura partita Iva –
Al riguardo ricordiamo che per l’apertura della partita Iva è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate il modello di inizio attività (il modello AA9) optando per il regime agevolato barrando la casella del “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del Dl 6 luglio 2011 n. 98”.

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